domenica 15 settembre 2013

AMATO: 64 MILA EURO AL MESE! QUESTO SARA’ IL NUOVO CONTO, CON LA NOMINA ALLA CONSULTA.

AMATO: 64MILA EURO AL MESE! QUESTO SARA’ IL NUOVO CONTO, CON LA NOMINA ALLA CONSULTA. 33MILA LO STIPENDIO DELLA “CORTE” CHE SI SOMMERA’ A 22MILA DI PENSIONE E 9MILA DI VITALIZIO

CASTA DORATA
Amato, l’incarico alla consulta vale 33mila euro al meseL’ex ministro e premier incassa anche una pensione da 22mila e un vitalizio da 9mila euro al mese. In tutto fanno 64mila euro al mese
Non c’è solo la poltrona. Ci sono anche i soldi. EGiuliano Amato, nel corso della sua vita da boiardo di Stato, non si è mai fatto mancare nè le une (poltrone) nè i secondi (lire prima ed euro oggi). L’ennesima poltrona che gli si è infilata sotto le chiappe è quella di giudice della Corte costituzionale, gentilmente offertagli (‘prego si accomodi’) dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Un incarico di prestigio assoluto, che dovrebbe in parte risarcire il caro (carissimo) Giuliano della delusione per aver visto sfumare nella scorsa primavera un (clamoroso) ritorno a Palazzo Chigi. Ma anche una nuova paccata di denari per un uomo che già sguazza nei soldi che nemmeno Paperon de’ Paperoni nella famosa piscina di monete d’oro. L’incarico alla Consulta “vale” infatti la bellezza di 403.840 euro (lordi) all’anno, pari a 33.583 euro mensili. Ai quali Amato affianca una pensione da 22mila euro e un vitalizio da 9mila euro al mese. Per un totale di 64mila euro al mese (lordi, per carità). Il nuovo incarico, poi, porta con sè anche 3 assistenti, 3 segretarie, telefonino, computer e auto blu.
D’altra parte, a sguazzare tra collaboratori, lacchè e portavoce, Amato è abituato da trent’anni, visto l’infinito elenco di incarichi ufficialiaccumulati tra prima e seconda Repubblica: dal 1983 al 1994 è statodeputato Psi, dal 1983 al 1987 sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con Bettino Craxi, dal 1987 al 1989 ministro del Tesorocon Goria e De Mita, dal 1992 al 1993 presidente del Consiglio (ricordate il prelievo straordinario dai conti correnti e la finanziaria da 93mila miliardi di lire?), dal 1992 al 1994 presidente dell’Aspen Institute, dal 1994 al 1997 presidente dell’Antitrust, dal 1998 al 2000 ministro per le Riforme istituzionali e poi del Tesoro con D’Alema, al quale succede come premier tra 2000 e 2001.
Dal 2001 al 2006 è stato senatore con l’Ulivo, dal 2006 al 2008 ancora ministro nel governo Prodi, dal 2011 al 2013 guida il comitato per le celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia, dal 2009 èpresidente dell’Istituto dell’Enciclopedia Treccani e dal 2012presidente pure della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Monti gli aveva affidato il compito di studiare un taglio ai costi della politica (capirai, a lui che prende sì tanta pensione). E per non farsi mancare proprio nulla, Giuliano è stato anche conduttore in Rai di “Se una farfalla batte le ali…” (roba da 1% di share o giù di lì).

Da opposizione abbiamo raggiunto due obiettivi importanti



Io sono ottimista! Lo sapete. Sono ottimista perché già da opposizione abbiamo raggiunto due obiettivi importanti. Il primo e' ILLUMINARE i ladri. Ricordate quando Beppe in campagna elettorale diceva: «se illumini un ladro mentre ruba quello smette di rubare»? Beh, oggi, grazie alla nostra presenza in Parlamento le indecenti porcate perpetrate da questa classe politica si fanno molto meno. Certo, al posto delle porcate il Governo sa solo rinviare e mentire scientificamente agli italiani ma comunque l'opposizione un risultato l'ha ottenuto. L'altro (lo ricordava ieri Travaglio alla festa del M5S Torino) e' stato smascherare l'inciucio, costringere i partiti, dopo anni di fidanzamento e “fuitine” all'insaputa del popolo italiano, a sposarsi alla luce del sole. Guardate che questo e' un grande risultato, grazie al M5S molti cittadini hanno aperto gli occhi, questo e' da sempre il traguardo che precede una vittoria elettorale definitiva. Leggete lo stenografico che allego (fonte Camera). Leggete le ultime 3 righe. Ma vi pare che il Partito Democratico protesti alla mia frase “prima cacciate i ladri che rappresentano il PDL”. Ma vi rendete conto? Hanno protestato quelli del PD! PD e PDL: fiori d'arancio in attesa dei crisantemi. Come dice Beppe, «sono morti». A riveder le stelle!

P.S. Qualche mentecatto del Partito Democratico (soltanto di mentecatti si può parlare) sostiene che nel segreto dell'urna noi M5S al Senato voteremo in favore di quel ladro di Berlusconi. Basta rileggere questo stenografico e pensare che quando attacchiamo il PDL si arrabbia il PD per capire chi sostiene con tutte le sue forze il pregiudicato brianzolo. Mentecatti marameo, oggi c'e' la rete e c'e' il M5S, mentire non ha più lo stesso effetto!

E' il 21 settembre 1990. Tangentopoli sta per esplodere e Giuliano Amato


l'audio 
E' il 21 settembre 1990. Tangentopoli sta per esplodere e Giuliano Amato, notabile del partito più corrotto d’Italia, si premura di telefonare alla moglie Paolo Barsacchi, senatore e sottosegretario socialista morto quattro anni prima. Barsacchi è accusato dai colleghi di partito - tanto non poteva più difendersi, in quanto deceduto - di essere l’uomo a cui finì la tangente di 270 milioni di lire per la costruzione della nuova pretura di Viareggio.
La vedova vuole fare nomi e cognomi. Ed è qui che Amato la chiama, per evitare (lo sostengono i giudici) "un capitombolo complessivo del Partito Socialista". Nella telefonata, di quasi 12 minuti, il giurista più amato da Napolitano consiglia alla signora Barsacchi, con voce imbarazzata, di raccontare una verità parziale. Gli consiglia di difendere il marito, senza però mettere in mezzo i veri responsabili (che Amato pare conoscere).
Sul sito del Fatto Quotidiano, in esclusiva, trovate l'audio originale. Eccone uno stralcio: “La mia impressione è che qui rischiamo di andare incontro a una frittata generale per avventatezze (..) Troverei giusto che tu direttamente o indirettamente entrassi in quel maledetto processo e dicessi che quello che dicono di tuo marito non è vero. Punto. Non è vero. Ma senza andare a fare un’operazione che va a fare quello non è lui, ma è Caio, quello non è lui ma è Sempronio. Hai capito che intendo dire? Tu dici che tuo marito in questa storia non c’entra. Questo è legittimo. Ma a… a… a… a Viareggio hanno creato questo clima vergognoso, è una reciproca caccia alle streghe, io troverei molto bello che tu da questa storia ti tirassi fuori”.
Così parlò il Dottor Sottile, quello con più poltrone in carriera di tutti gli showroom di Divani&Divani, neogiudice della Corte Costituzionale per sacro volere di Re Giorgio.
Dopo le rivelazioni del Fatto, il Movimento 5 Stelle ne chiede ora le dimissioni. Sarebbe il minimo. Sarebbe.

Funerali più cari per sistemare precari statali: service tax non basta, manovra?



E UN PO' LUNGO DA LEGGERE MA VALE LA PENA .CI SONO TUTTE LE PORCATE CHE FARANNO

ROMA  - Diventerà più costoso persino morire se, come è molto probabile, saranno tagliate “drasticamente” deduzioni e detrazioni fiscali e, tra tante altre cose, anche le spese per funerali non saranno più scaricabili nel 730, ci informa Marco Conti sul Messaggero di Roma. La spiegazione la dàRoberto Petrini su Repubblica: devono sistemare un po’ di statali precari e non sanno dove prendere i soldi, anche perché i tanto mitizzati e mitici tagli alla pubblica amministrazione restano un mito: forse si vedrà qualcosa nel 2014. In altre parole, non solo nuovi statali entrano ma anche non escono quelli vecchi.
Mentre Enrico Letta parla di bicameralismo perfetto e imperfetto, di cui alla gente importa assai poco, anche se un po’ di più importava a Licio Gelliil suo Governo, magari a sua insaputa, sembra una fucina del pensiero fiscale, nel senso della spasmodica ricerca di nuove tasse da infliggere agli italiani e a quella parte che ha commesso la colpa più grave, quella di mettere da parte dei soldi.
I padroni non si toccano, gli speculatori meno che mai, però pensionati e proprietari di case, la nuova maggioranza (sempre meno) silenziosa, sembra un grasso pompelmo da spremitura.
Il ministro della Economia, Fabrizio Saccomanni, in una conferenza stampa è stato quasi tranchant e  ha riferito di aver detto ai colleghi ministri delle finanze europei di star tranquilli sul rapporto debito / pil in Italia. Al posto della Imu
“ci sarà la service tax”.
Enrico Letta è stato un po’ più preciso. Come ha scritto Dino Pesole su Sole 24 Ore,
“la futura «service tax», cui sarà affidato il compito di superare la Imu, accorpare tasse sui servizi e Tares Letta assicura che sarà «equa e progressiva, destinerà attenzione alle famiglie numerose, sarà equilibrata e non sfascerà i conti pubblici».
Marco Conti appare meno ottimista che definisce
“nodo politico e finanziario più rilevante [la] ”tassa sulla casa” che, abolita con la Imu, rischia di rientrare dalla finestra e in maniera ancor più corposa. [...] Si è trattato di una sorta di abolizione «una tantum» necessaria per dare una sferzata all’economia, ma verrà prontamente reintrodotta seppur in altre forme. In realtà l’abolizione «una tantum» dell’Imu è servita per traghettare il governo di qualche altro mese, [...ma quando] il governo avrà meno di una settimana per rendere noti i contenuti della legge di stabilità che consegnerà a Bruxelles, il percorso del governo sarà ad una svolta perché nel Pd, ma ancor più nel Pdl, la reintroduzione dell’imposta sulla casa sotto forma di Tassa sui Servizi, potrebbe diventare un boccone amaro da digerire”.
Dettagli precisi e preoccupanti sono forniti da Roberto Petrini su Repubblica, secondo il quale,
“non si esclude una manovra correttiva per stabilizzare i precari”
senza la quale l’Italia finirebbe per sforare il vincolo del rapporto del 3% fra deficit e pil. Questo spiega perché ancora non si è visto in concreto il
“cosiddetto decreto del «fare 2», circolato in bozze abbondantemente, ma decisamente smentito dal ministero per lo Sviluppo economico”.
“Una norma prevede la stabilizzazione dei 350 mila precari della pubblica amministrazione (già prorogati fino a giugno e dunque fino al 31 dicembre) il cui costo (circa 30 mila euro ciascuno) raggiungerebbe i 3 miliardi. Si tratta in termini di Pil di circa lo 0,2, cifra in grado di portare il rapporto di quest’anno oltre la fatidica soglia del 3 per cento fissato a Maastricht. Il rischio manovra che avrebbe generato la norma, ha procurato il rinvio del decreto. Ma il pericolo è sempre in agguato”.
Il racconto di Carlo Petrini prosegue con il balletto delle cifre:
“Per quest’anno sono necessari circa 4 miliardi: le risorse per Iva (1 miliardo entro fine mese), per Imu (2 miliardi entro dicembre), per cassa integrazione in deroga (circa 550 milioni) e altri 400 per le missioni militari. Il buon andamento dello spread e il maggior gettito Iva per l’operazione «crediti-imprese », potranno essere di aiuto, ma non potranno chiudere la partita per la quale sono necessarie nuove coperture. Altre risorse potranno venire dalla spending review e dalla cessione del patrimonio immobiliare. Tutto verrà tuttavia giocato sul pericoloso filo del 3 per cento”.
Ma s spingiamo lo sguardo al 2014, c’è da avere paura:
“La manovra destinata a trovare risorse potrebbe raggiungere i 10-15 miliardi (dopo i 4 miliardi della Finanziaria 2013). Ebbene il problema Imu-service tax si riproporrà e costerà intorno ai 3 miliardi (insieme al patto di stabilità per i Comuni), se non si vorrà l’aumento dell’Iva bisognerà mettere sul tavolo 3,8 miliardi, per evitare l’aumento dei ticket ci vogliono altri 2 miliardi”.
Poi c’è il cuneo fiscale:
“La Confindustria chiede 5 miliardi per la Irap e i sindacati altri cinque per la Irpef: magari ci si fermerà a metà strada, ma le risorse necessarie si gonfiano e si raggiungono i 10-15 miliardi per la legge di Stabilità del prossimo anno”.
Nessuno parla più del Fiscal compact, il macigno da 20 miliardi all’anno di manovra, eredità diMario Monti. Fa troppa paura il solo pensarci.
Intanto però è già partito, come se nulla fosse, l’assalto alla diligenza, sotto forma del “decreto del fare 2″, che  poi non si capisce cosa voglia dire, visto che fare qualcosa è il mestiere del Governo.  Forse, leggendo Carlo Petrini, vien da pensare che la parola fare vada collegata con porcate. Infatti
“il «fare 2» rischia di essere il veicolo di micromisure in quanto con tutta probabilità finirà «collegato» alla legge di Stabilità. Per ora si annunciano 80 milioni per la circonvallazione di Lucca, il bando per una centrale a carbone nel Sulcis (Sardegna), l’istituzione di una anagrafe dei benzinai (misura che anche prevederebbe la chiusura di 3 mila distributori non in regola entro il prossimo anno)”.

sabato 14 settembre 2013

LETTA AVVERTE: "SE IL GOVERNO CADE GLI ITALIANI PAGHERANNO L'IMU"

ANCORA MINACCE ? MA SE LA PAGHIAMO GIA'  SOTTO ALTRO NOME, FORSE VALE PER I TUOI AMICI CON VILLE " COME  BRUNETTA E TANTI ALTRI" CHE ADESSO NON PAGANO PER UN CAVILLO ANCHE SE HANNO MEGA VILLE, E LORO CHE STAI AVVISANDO?
STA' TRANQUILLO CHE I TUOI AMICI NON TI FANNO CADERE SE FIRMI IL DECRETO SALVA SILVIO

BARI - «Se il governo cade, i decreti sull' Imu non verranno convertiti e quindi i cittadini dovranno pagare l'Imu». Così il premier Enrico Letta alla festa Udc a Chianciano. «Questi sono fatti non annunci, sono fatti: lo dico a tutti quelli che raccontano altre storie». Così Enrico Letta, da Bari, elencando i risultati raggiunti dal governo, risponde alle critiche al governo.
«Noi non possiamo più permetterci giochi politici e l'instabilità basata sui giochi politici. I costi dei giochi politici minano la ripresa». Così il premier Enrico Letta alla festa dell'Udc di Chianciano. Il Premier aggiunge: «L'Italia è in bilico e ho preferito fare un ragionamento con spigoli e asprezze», ma penso che «per farcela si debba partire dal Sud», perchè «pensare che l'Italia si salva a scapito del Sud è una strategia che combatto con tutte le mie forze». IL CONGRESSO Se sosterrò un candidato al Congresso? «No, non sosterrò nessun candidato. È meglio per tutti se io mi concentro sul lavoro del Governo». Così il premier Letta alla festa dell'Udc. ( LA 'SINDROME DELLO STRUZZO' «L'unica strada per uscire da impasse è togliere la testa da sotto la sabbia, liberarci dalla sindrome dello struzzo: ce la possiamo fare, oggi più che mai, a patto che usciamo dagli alibi e che la colpa è sempre di altri. Cultura e turismo rappresentano uno dei grandi 'obiettivi Paese' che vogliamo portare avanti con determinazione. Di tutte le auto blu più della metà sono nelle sei regioni del Mezzogiorno», commenta Letta, a proposito del Mezzogiorno e, più in generale del Paese. QUESTIONE ILVA «Lunedì mattina avremo riunione per cercare una soluzione in linea con quanto fatto», perchè «il commissariamento ha evitato che quello che è successo mettesse in ginocchio Taranto». Così il premier Enrico Letta, definendo «kafkiana» la vicenda dell'Ilva e ribadendo l'intenzione di salvaguardare la «salute delle persone e la tutela dei lavoratori». SULLA 'LEGGE STABILITÀ' «La legge di stabilità la scriveremo noi non Bruxelles, perchè siamo usciti dalla procedura di deficit eccessiva». Sottolineato Letta. «Nella prossima legge di stabilità -ha aggiunto- potremo avere margini di flessibilità grazie alla trattativa che abbiamo avuto sul cofinanziamento che abbiamo portato a casa». «Ribadisco la centralità che ci sarà nella legge di stabilità sulla riduzione delle tasse sul lavoro, con il triplice obiettivo di dare buste paga più pesanti ai lavoratori; dare maggiore competitività alle imprese e rimettere in moto la domanda interna. È per questo che sono convinto che ce la possiamo fare, con realismo, determinazione e senso di responsabilità e senza nessun banale ottimismo della volontà. Ci sono le condizioni. Non possiamo buttare a mare i sacrifici, il lavoro e i risultati raggiunti», conclude.

Vicepresidente Camera Sereni(PD) toglie la parola a Sibilia mentre si parla di Giuliano Amato

Censurano tutto quello che dicono ,cambierà un giorno? io dico di si
Questa è la democrazia secondo LORO. Dopo Napolitano non si può parlare nemmeno dei suoi amichetti.
 

Alessandro Di Battista: "Chiudete gli occhi e vedrete una cosa bellissima


SU LA DECADENZA DI SILVIO BERLUSCONI

Ho incontrato due giorni fa in transatlantico, mentre m'approssimavo all'aula, un senatore del PD (un ex giornalista) il quale a me si è rivolto con queste parole: "Fate casino perché siamo sprovvisti di linea politica" 

Alessandro Di Battista: "Chiudete gli occhi e vedrete una cosa bellissima: Voi che mi ascoltate un giorno sarete deputati, senatori, sottosegretari e ministri. La prossima volta che andremo a votare Vinciamo"

Mamma uccide il figlio di 5 anni e lo fa a pezzi per mangiarlo: Egitto sotto cho

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