giovedì 22 agosto 2013

10 buoni motivi per “odiare” Beppe Grillo

BUONI MOTIVI PER ODIARE GRILLO:


- Vuole l’acqua pubblica. Che dittatore!
- Vuole dare a tutte le persone in crisi un reddito di cittadinanza per evitare che muoiano di fame o si suicidino. E’ proprio un carnefice!
- Vuole dare la rete Internet a tutti gratis. E’ proprio un antidemocratico fascista!
- Vuole tagliare i costi della politica e dare il ricavo alla gente bisognosa. Che egoista!
- Vuole mandare a casa tutti i politici corrotti attraverso forti leggi anticorruzione, e la
legge del conflitto di interessi: Che corrotto leccaculo!
- Vuole salvaguardare l’ambiente, eliminando inceneritori cancerogeni e coltivando il verde riducendo il cemento. Un incosciente distruttore del pianeta!
- Vuole dare la voce a tutti: contadini, medici, operai, agricoltori, allevatori, dentisti, proprio tutti. Persino alle casalinghe. Proprio a tutti! Roba da pazzi.
- Vuole ritirare le truppe italiane alle zone di guerra. Corriamo il rischio che molti ei nostri fratelli italiani non muoiano in casi tipo Nassiriya ecc.. E’ un incosciente!
- Vuole usare i soldi destinati a velivoli da guerra per devolverli alla gente che non può più mangiare carne per la mancanza di soli… Che incoerente!

HITLER FATTO UOMO!
BISOGNA ASSOLUTAMENTE FERMARLO QUESTO IDIVIDUO!
E’ PERICOLOSO PER IL NOSTRO FUTURO E DI QUELLO DELLE GENERAZIONI FUTURE!
Sandro Bunkel
http://www.italiaincrisi.it/2013/07/08/10-buoni-motivi-per-odiare-beppe-grillo/

Intervista ad Alessandro Di Battista, deputato del Movimento 5 Stelle,quanto guadagna?


Intervista ad Alessandro Di Battista, deputato del Movimento 5 Stelle
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Quanto guadagna?
Lo stipendio di un deputato italiano è di 14.000 euro al mese.

Non male ...
Ma i deputati del Movimento 5 Stelle ne trattengono solo 3.000, i restanti 11.000 li restituiscono allo Stato, cioè al cittadino. Dal momento che i deputati e i senatori sono stati eletti, il M5S in soli due mesi e mezzo, ha fatto risparmiare al cittadino ben due milione e mezzo di euro.

Qualche deputato ha voluto lo stipendio integro?
Dei 163 eletti del M5S ce ne sono stati 6 che hanno preferito rimanere con la retribuzione piena e sono passati al gruppo misto.

Come è stato coinvolto in politica?
Ero stufo delle ruberie dei partiti politici. Ho studiato Arte e Lettere presso l'Università di Roma e ho lavorato in una ONG. Un giorno entrai in un sito web e iniziammo una discussione sulla città con un gruppo Meetup che si incontrava in un bar nel mio quartiere a Roma. E parliamo di politica.

Quanti eravate?
Dieci, da uno che lavorava in un mercato ad un avvocato... e io. Anche lei potrebbe esser stato li, come uno qualsiasi dei suoi lettori. Eravamo solo persone normali.

Che cosa avete fatto?
Parlare di pulizia delle strade, i furti, la disoccupazione ... In Roma e in Italia.

Senza entrare in politica?
Mettiamo le cose in chiaro; se vuoi che ci si prenda cura della tua città, del tuo paese, devi portare una buona amministrazione per i tuoi rappresentanti, influenzarli, e se puoi tu, presentarti e fare politica. Ricevo ogni giorno mail con le opinioni di chi mi diedero il loro voto. Facciamo politica Insieme.

Non tutti sanno o possono ...
Andiamo! Tutti possono partecipare. Nel 2008 abbiamo deciso di andare alle manifestazioni con una domanda: perché i cittadini comuni non possono candidarsi alle elezioni?

Con quali soldi?
Io misi 10 € e gli altri numeri del genere. Ottenemmo il 3% dei voti. Ci sembravano molti.

Erano molti voti. E non c'era nessun capo?
Beppe è solo il nostro megafono. Non decide le liste né i candidati, né il programma, né i soldi (neanche un solo euro di bilancio) non mi ha mai telefonato per darmi indicazioni.

Sembra avere un brutto carattere ...
Lo leggiamo naturalmente, ma non ha alcun ruolo o responsabilità nel M5S.

Chi dà gli ordini per i deputati?
Abbiamo un capo gruppo ufficiale che cambia ogni 3 mesi. Ci riuniamo in assemblea, ogni commissione la sua, e prendiamo le grandi decisioni in una congiunta.

Ma se già in un condominio si litiga... immaginati in politica!
Per caso i condomini non finiscono per decidere tutto tra di loro? I cittadini non hanno bisogno di cricche di imprenditori che gravano sul bilancio pubblico, soldi ai politici, soldi ai giornali che li prendono per stare in silenzio... si ridono di noi!
Ci sono democratici che non credono nelle assemblee, perché le hanno sofferte...
All'inizio ci si stanca. Anche a noi ci costava, ma, a poco a poco, ci siamo andati conoscendo ed ora prendiamo le decisioni con fluidità.

Come la scelsero?
Dopo quelle elezioni del 2008, ho scritto un libro sui sicari dell'America Latina. Sa che in Guatemala uccidono per 5 euro? E ho lavorato con le ONG in Africa. Ho imparato il portoghese a Lisbona, tirando fuori mobili dalla soffitta per 10 euro al giorno, quando ho ricevuto una e-mail ...

Che cosa diceva?
Era del M5S. Avevano visto che già ero stato candidato e mi invitarono a presentarmi alle primarie aperte a tutti su internet per decidere le loro liste. Avevo ragione.
E risultò quarto a Roma.
Ci presentammo su internet in 72 candidati, con la fedina penale pulita e senza aver mai partecipato ad alcun partito politico. Nella lista eravamo 40.

Quanti voti avete preso in Italia?
9 milioni di voti, il 25%.

Sembra che il M5S si stia sgonfiando.
È una crisi di crescita, pensi che abbiamo preso un quarto dei voti di tutta Italia in soli 2 mesi e mezzo di campagna elettorale, finanziata con micro donazioni da internet: € 700.000 euro. Io ho donato 20 euro. Di tutto il budget arrivammo a spenderne solo 300.000. Il resto è andato alle vittime del terremoto in Emilia.

E le spese per hotel, locali, manifesti, cene, propaganda, gli autobus?
Oggi non abbiamo bisogno di tutto questo. I partiti non hanno bisogno di sussidi statali. Noi non abbiamo nemmeno un locale.

Basta riunirsi in rete?
Gli appuntamenti in rete, ma ci incontriamo faccia a faccia nei bar o luoghi pubblici.
Si sono rifiutati di sostenere la sinistra ed è stato consirato dare ossigeno a Berlusconi...
Destra o sinistra ... è la stessa corruzione. Che i condannati non entrino in Parlamento ... è di sinistra o di destra?

Mi piacerebbe vedervi tra cinque anni...
Anche a me. E sono convinto che non saremo un partito politico in più.

Votare non basta
"La democrazia non è votare un giorno ogni quattro anni, e lamentarsi tutto il resto del tempo. Se ci limitiamo a questo", avverte Di Battista, "dovremmo accettare che i partiti chiedano bustarelle alle imprese di costruzione a cambio della concessione di appalti per i quali tutti noi ne dovremmo pagare i costi gonfiati. L'alternativa non è votare (già senza intermediari di partiti) a questa o a quella impresa, o depositare un voto con la nota 'Spero che mi rubino poco' o 'Almeno che mi rubino quelli di qua' ma rinnovare i partiti, rigenerandoli dall'interno e forzare le primarie. O creare altre organizzazioni democratiche. O tornare a rivotare a quelli di sempre..." ma poi, conclude il deputato, "non vi lamentate"

Testata: La Vanguardia
Nazione: Spagna
Data pubblicazione: 24/07/2013
Traduzione a cura di: Fabio Capponi
Link articolo originale: Versione cartacea

M5S: Non siamo qui per farci prendere in giro

GRANDISSIMI RAGAZZI,QUESTA E OPPOSIZIONE. ORA E SEMPRE M5S


Continua la vergognosa prassi dei partiti di votare anche al posto degli assenti dall'aula che così facendo, oltre ad alterare il voto, percepiscono pure il gettone di presenza.

Andrea Scanzi,Si sono fatti autogol da soli con la leggina - sbobba

È esilarante questo dibattito sulla "incostituzionalità" della legge Severino, portata avanti da fini giuristi come Lara Comi, Gasparri e Laura Ravetto (peccato per l'assenza di Bombolo).
Riassumendo: Pd e Pdl, un anno fa, varano una legge anticorruzione volutamente annacquata e finta, per poter però dire a chi li critica: "Visto? Noi siamo per la politica degli onesti".
In realtà approvano una leggina-sbobba, che neanche reintroduce il falso in bilancio e mira unicamente al mantenimento dello status quo.
Ciò nonostante, approvano una legge che (involontariamente) decapita Berlusconi, così disonesto (4 anni di condanna per una legge che ne concede "solo" due) da risultare insalvabile persino per chi legifera seguendo unicamente gli ordini del Capo.
Si sono fatti autogol da soli e adesso annaspano pateticamente, arrivando a dire che quella legge è incostituzionale, e quindi loro stessi sono incostituzionali (su questo concordo).
Il centrodestra italiano è drammaticamente ridicolo, servile, immorale e caricaturale. Un abominio tutto nostro, che ci sorbiamo da vent'anni.
Basta, di grazia. Basta.

mercoledì 21 agosto 2013

Di Battista (M5S) : “Invitateci a cena. Io ci vengo, a casa vostra!”

Questo messaggio e’ dedicato a quelli che non ci credono, che pensano che lo status quo non si possa sovvertire, che l’alienazione sia ormai cosi’ collettiva da essere diventata invisibile, che i poveri saranno sempre di più e sempre più poveri e i ricchi sempre meno e sempre più gonfi di denaro.
E’ vero, questo mondo e’ una merda!
Ho visto la miseria, quella vera, in Africa e in Sud America, ho visto ragazzini ingaggiati da narcos e costretti a uccidere per un piatto di riso, ho visto indigeni costretti a scappare sempre più dentro le foreste per l’avanzata delle multinazionali del petrolio.
Oggi vedo un Parlamento bloccato, una costituzione violentata, una “dittatura” governativa mascherata da repubblica parlamentare, una classe politica autoreferenziale che non ascolta le grida disperate dei cittadini ma che obbedisce ai diktat del grande capitale, delle fondazioni bancarie e della “burocrazia statale”.
asdgergergreg
Obbedisce, punto, ed e’ responsabile della più ignobile restaurazione.

Il mondo e’ una merda, vorremmo cambiarlo in 24 ore, veniamo invasi da frustrazione, impotenza, desolazione perché non abbiamo la bacchetta magica e Dio sono sa quanto vorremmo averla.
Ogni settimana passo dei momenti “no”, esco da Montecitorio a prendere una boccata d’aria, sento un’ansia addosso che non riesco a gestire.
Faccio due passi in centro e poco a poco torno a respirare. Penso. Penso a tutto quello che stiamo costruendo. Forse (e dico forse, io non ne sono cosi’ sicuro) avremmo perso qualche voto sul nazionale, era previsto, non tutti hanno votato il 5 stelle coscienti di quello che avrebbe significato. Va bene, ci sta, non e’ un gran problema.
Non ci interessano i voti, o meglio soltanto i voti. Se ci interessassero solo i voti (e questo lo dico a coloro che sanno solo dire andate in TV!) a questo punto meglio tenersi i 42 milioni di rimborsi elettorali, ci acquistiamo spazi televisivi, intere pagine di giornale… “avoja” a campagne elettorali, a manifesti giganti con 42 milioni di euro.
Ma e’ questo che ci interessa? No! Ci interessa creare, assieme, una coscienza diversa, ci interessa rompere la barriera tra cittadino e istituzioni, ci interessa far percepire che tutti, credetemi, tutti (serve impegno, umiltà, partecipazione ma sono qualità che hanno in tanti) possono lavorare nelle istituzioni, possono fare i parlamentari. Sopratutto ci interessa la coerenza.

Ma lo capite? Vi rendete conto di quello che stiamo, poco a poco, lentamente se volete, dimostrando? Oggi in Italia c’e’ uno zoccolo di cittadini informati che per la prima volta nella storia della Repubblica pronunciano parole come “giunta per le elezioni”, “interpellanza urgente”, “parere del governo”, “commissioni permanenti”.
Quando mai si era data cosi’ tanta importanza a quel che succede nel Parlamento, la casa di tutti gli italiani?
Io, ogni giorno, stando tra la gente, scarto piccoli regali pieni di partecipazione e consapevolezza. Forse abbiamo perso qualche voto ma ogni giorno cresce il numero di cittadini consapevoli, e questo grazie alla rete e al lavoro degli attivisti e di tutti coloro che, dalle circoscrizioni al senato sono stati eletti.
Sono certo che sia questa la strada, la strada sono gli incontri a Lerici, a Trofarello, sono le iniziative in Campania nella terra delle discariche e del malaffare, sono le cene come quella che ho fatto ieri a Formello (vedi foto).
Questa e’ la strada. Questo messaggio e’ dedicato a chi non ci crede. Fate uno sforzo. Invitatemi i lunedì sera a cena da voi (partiamo da Roma e Provincia, la mia circoscrizione di elezione).

INVITA A CENA un deputato. Io ci vengo, a casa vostra!

Tutti i lunedì a parlarvi faccia a faccia di quello che e’ il Parlamento, il lavoro del 5 stelle, la nostra claudicante democrazia.
Io vengo! Ditelo agli scettici, a chi crede nel PD, a chi pensa che B. sia un perseguitato, a chi pensa ancora che destra e sinistra siano cosi’ diverse, a chi sostiene che “quelli di SEL non sono come gli altri”.
Porto anche una torta rustica se serve.

Credo che “conquistare” un attivista, informare un cittadino sul serio e farlo innamorare della Politica valga di più di 1000 voti, lo credo fermamente. Se vi va di invitare a cena un deputato (ripeto tutti i lunedì sera sarò disponibile) chiamate lo 0667608636 e fissate.
Rapporto diretto, orizzontale, senza intermediari, una meraviglia, per me sicuramente e spero anche per voi.
A riveder le stelle!
Alessandro Di Battista

LE MALATTIE DEGLI ONOREVOLI E LE LORO FAMIGLIE


PORACCI NOI LI INVIDIAMO E LORO E LE LORO FAMIGLIE SONO CADAVERI CHE CAMMINANO E SPENDONO 10 MILIONI DI EURO ALL'ANNO PER CURARSI..
GRILLOOOOOOOOOO DOVE SEI
 

La spending review non tocca la Camera: il conto di Montecitorio continua a sali

Nei primi sei mesi del 2013 la spesa è salita di quattro milioni rispetto al 2012. Per i deputati divani Frau, servizi fotografici e corsi d'inglese. Solo le pulizie sono già costate mezzo milione, le spese mediche 200mila euro al mese. A sei anni da La Casta ecco i mille sprechi che segnano l'eterna vittoria del privilegio

La spending review non tocca la Camera: il conto di Montecitorio continua a salire
C’eravamo tanto preoccupati. E invece sprechi e privilegi si accomodano ancora su divanetti Fraucomprati di fresco, insieme ad altri arredi di lusso, al ritmo di 50mila euro al mese. A sei anni dal libro di Rizzo e Stella, in coda all’epopea del rigore, sotto l’occhio vigile dei “controllori” spediti in Parlamento ad aprirlo come una scatola di tonno, succede l’imponderabile: le spese della Camera dei Deputati non diminuiscono affatto come promesso ma aumentano ancora. In una manciata di mesi Montecitorio è costata ai contribuenti italiani la consueta montagna di soldi e quattro milioni di euro in più. Lo rivela l’elenco delle spese ordinate per lavori, servizi, forniture, consulenze e collaborazioni, risultanti dal sistema informativo contabile della Camera dei deputati. Il primo semestre del 2013 si è chiuso con un conto di 110 milioni di euro (109.809.654,17), lo stesso semestre del 2012 si era fermato a 105. Certo, erano 124 milioni nel primo del 2011, ancora epoca Berlusconi, Scilipoti&C. Ma la stagione del rigore non ha cambiato il vento. Neppure nei quattro lunghi mesi – dalla caduta del governo Monti all’insediamento di Letta – in cui le aule parlamentari hanno lavorato a ranghi ridotti e noi ci bevevamo ancora impegni e promesse solenni di candidati, questori, presidenti delle camere e tutti i cantori della nuova sobrietà. Invece ecco, son riusciti a farcela ancora sotto il naso, a costare quanto e più di prima beffando l’Italia alle prese con la crisi. A parte i 17 centesimi riportati nel totale, tocca vedere dove sono andati a finire tutti quei soldi, partendo – ovviamente – dalle competenze parlamentari e arrivando fino in casa dei “questori” che contro gli sprechi avevano promesso pugno di ferro e son caduti invece sulle consulenze d’oro.
Da Assange a Rosy Bindi, così si mantiene un deputato italianoNel conto semestrale , bene dirlo subito, non ci sono alcuni fondamentali:  come i 784 milioni per pagare stipendi e pensioni di deputati e dipendenti che fanno 2/3 del bilancio di Montecitorio. E neppure i 138 milioni per le pensioni degli “ex”. Ma alcune voci di spesa certificano che i soldi volano fuori dalle finestre della Camera e che la Casta goda ancora di ottima salute. Come i165mila euro di quotidiani per consentire a tutti e 630 gli onorevoli di leggere il proprio: 27mila euro al mese, mille euro al giorno. Sorridono gli editori e ancor più gli edicolanti, come la “Mondini” di Piazza Colonna, che da anni riceve una generosa commessa da 100mila euro a semestre. Eppure esiste una bella biblioteca dove ipotizzare uno spazio di consultazione a rotazione. Chi avesse dubbi in proposito può dare un’occhiata al conto degli acquisti librari (836mila euro) e a quello di gestione (2,4 milioni, non mancano preziosi lavori di rilegatura da 37mila euro). La passione bibliofila dei deputati italiani può sembrare bizzarra, ma mai come altre. L’anno scorso, per dire, Libero s’era accanito contro Fini, reo d’aver speso 200mila euro per portarsi appresso il fotografo personale Enrico Para, ex fotoreporter del Secolo d’Italia e dell’Msi, titolare della “Impero Fotografico srl”. Si stanno pagando le ultime fatture, perché sotto la voce “cerimoniale” 2013 la società di Para beneficia di pagamenti per altri 93mila euro.
Grande passione anche per le lingue straniere. E’ ormai stampato nella Storia Nessuno e nessuno può cancellare il “Berlusconi is not a delinquent” dell’onorevole Biancofiore. Ma è stampato anche un conto da 120mila euro per corsi di lingua inglese ai deputati che, evidentemente, vanno deserti o sono poco efficaci. Poco si sa, invece, sull’efficacia dei corsi di informatica costati 180mila euro. Si tengono da anni, a beneficio sempre delle stesse società, come la Capturator Srl di Roma. E a beneficio degli stessi deputati che resistono a più legislature. A quest’ora dovremmo avere in Parlamento gente come Kevin Mitnick o Assange. E invece abbiamo deputati, come Rosy Bindi, che giocano con l’Ipad a carte mentre in aula si discute il ddl lavoro-Ilva. A Roma però ci tengono ad essere tecnologicamente evoluti. E infatti sta per partire l’operazione Camera2.0., una gara per la gestione del sito da 4 milioni. Sulla salute, poi, non si scherza e soprattutto non si risparmia. Sul Fattoquotidiano.it abbiamo raccontato i costi per i servizi medici interni a Camera e Senato. Ebbene, nulla è cambiato. Non si capisce quale morbo si stia debellando laggiù, dove stipendio, diaria e rimborsi consentirebbero agli onorevoli di curarsi privatamente o affidandosi come tutti al SSN. Ma è molto preferibile per loro, a quanto pare, usare i presidi gratuiti (sempre per loro) che a noi sono invece costati 1,2 milioni di euro in sei mesi, 200mila euro al mese.
Un milione e mezzo per raffreddare l’estate calda della politicaInsieme agli eletti ci sono gli inquilini dipendenti (1.521), i servizi, le funzioni della Camera. Mai a buon mercato. Si è accesa e spenta, a giorni alterni, la polemica estiva sulle ferie alla Camera. Verrebbe da supplicare vacanze più lunghe, se si guardasse alla bolletta: il condizionamento delle sale di Montecitorio riesce a costare in sei mesi 1,4 milioni di euro. Chi entra batte i denti ma intanto può lustrarsi gli occhi. A dettar legge alla Camera è ormai l’interior designer: tra fatture Frau (79mila euro) e di altre nobili marche d’arredo, gli acquisti di beni mobili (di legno) procedono al ritmo di 48mila euro al mese, fino a un totale di 290mila euro. Non stupiscono i costi di “trasloco e facchinaggio” sopra il milione di euro e quelli per manutenzioni e pulizia. E’ in fase di aggiudicazione una gara da 2,9 milioni per assicurare il lavaggio di tappezzeria, vetrate, tende e parati. Tirare a lucido transatlantico e le infinite sale, e tenere il guardaroba riesce a costare ancora 1,6 milioni.
C’è poi il vestiario per i mille e rotti dipendenti che -contrariamente agli usi civili – usano servire gli onorevoli in livrea: il conto lavanderia in sei mesi è arrivato a 180mila euro, 30mila euro al mese. Briciole, certo, rispetto alle “spese strutturali” del bilancio. Dove pesano come un macigno leaffittanze senza gara a beneficio dei soliti noti. La parte del leone la fa sempre la Milano 90 Srl dell’imprenditore romano Scarpellini: in 13 anni ha beneficiato di 561 milioni di euro di fitto e nel primo semestre 2013 non poteva mancare una cedolare secca per lui da 23,8 milioni. Gli spazi per la politica non sono mai troppi, dal conto economico spuntano infatti altri 2 milioni. Spazi che poi tocca pulire, per la modica spesa di 500mila euro al mese. Insomma, i risparmi promessi erano solo sulla carta. No, neppure. Mentre tutti, da anni, si affannano a decantare mirabili risparmi della dematerializzazione negli uffici della Camera si continuano a disboscare foreste: solo in carta, in sei mesi, si sono spesi 322mila euro tra risme e cancelleria varia. Verrebbe da appellarsi ancora ai famosi “questori”, i deputati che tengono in mano questo bilancio e avevano dato avvio alla XVII legislatura con i migliori propositi. Ma tra i conti spunta anche il costo della loro segreteria per599mila euro, oltre la metà in fatture per consulenze agli studi più blasonati della Capitale (Orrù, Mazzantini, Maresca&Boccia). E noi che ci eravamo tanto preoccupati, la Casta è un punto fermo nell’Italia che cambia, una storia che non finisce mai.

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