Una delegazione del M5s ha incontrato in Kazakistan Alma Shalabayeva la moglie del dissidente Mukhtar Ablyazov, arrestato di recente a Cannes, ed espulsa dall’Italia con la figlia di sei anni. L’incontro è stato filmato e pubblicato sul blog beppegrillo.itnel video Alma dichiara: “Io non credo più in nessuna giustizia di nessun tribunale. Temo che qui mi possano mettere in prigione” e aggiunge: “Ricordo bene quando misero in prigione mio marito, senza che vi fossero delle carte. Spero per questo di essere aiutata dal popolo italiano”. La donna racconta anche del blitz effettuato a maggio scorso nella villa di Casal Palocco a Roma in seguito al quale lei e le figlia Alua, 6 anni, erano state identificate e portate via dal nostro Paese. La donna riferisce che non le era stato permesso di contattare la sorella con il proprio telefonino. “Me lo hanno buttato”, conclude
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sabato 3 agosto 2013
Kazakistan, M5s vede Alma Shalabayeva: “Temo la prigione, l’Italia mi aiuti”
SPARATORIA ALLA PORTA DEL DEPUTATO M5S VALERIO MORELLI
Tutto il M5S è vicino a Valerio Morelli e alla sua famiglia. Non vi lasceremo mai soli.
"Solidarietà massima a Valerio Morelli consigliere comunale del MoVimento 5 Stelle a Lizzano. Questa notte qualcuno ha sparato con un fucile a canne mozze alla sua porta di casa, per fortuna Valerio e la famiglia non erano nell’abitazione. Non so ancora cosa sia successo in dettaglio, ma mi sembra chiaro che questo sia un segnale ben preciso e intimidatorio contro chi vuole cambiare realmente le cose a Lizzano. Qualunque cosa sia successa oggi è un giorno dove tutti insieme dobbiamo gridare ancora più forte che la MAFIA è UNA MONTAGNA DI MERDA, VALERIO SIAMO CON TE!" Giuseppe Brescia |
Roberto Fico e i controlli rai
Ieri mattina ho incontrato la Presidente della Rai Annamaria Tarantola per un confronto sulle richieste di documenti avanzate dalla Commissione Vigilanza Rai nell'Audizione del Cda dell'azienda.
La Presidente Tarantola ha voluto personalmente depositare parte della documentazione, ovvero:
- il Regolamento per l’iscrizione all’Albo dei Fornitori Rai
- le ipotesi di riforma del canone di abbonamento
- i dati di analisi sulla dinamica della pubblicità nel corso del 2013
- il verbale dell’Assemblea degli azionisti che ha affrontato il 5 luglio il tema dell’assegnazione delle deleghe al Presidente
Su tutti gli altri atti la Rai ha opposto resistenza argomentando che, secondo i dettati normativi, non rientra tra i compiti della Commissione il controllo sui singoli atti gestionali dell’azienda pubblica, a cui invece farebbero riferimento le interpellanze presentate.
I documenti che la Commissione chiede ancora di analizzare sono:
- l'elenco delle società che hanno attualmente in essere un contratto con la Rai
- dati puntuali sulle "happy five", società cosi definite dal consigliere Antonio Pilati (durante l’audizione del Cda Rai davanti la Commissione Vigilanza il 18 luglio), che più di altre lavorerebbero con l'azienda pubblica
- una nota sul dispositivo SKY che permette di vedere in chiaro programmi criptati RAI
- il testo dei pareri richiesti sul bilancio, corredato dal nome degli studi che li hanno espressi
- l'elenco completo delle località del territorio nazionale nelle quali si registrano difficoltà o interferenze nella ricezione del segnale RAI
- il numero complessivo dei dipendenti, dirigenti e quadri della RAI e loro distribuzione; il numero dei contratti di consulenza o collaborazione attualmente in essere; il numero complessivo dei giornalisti
- circa la programmazione televisiva, si richiede la trasmissione dei palinsesti autunnali approvati dal Cda e presentati agli inserzionisti pubblicitari, nonché di conoscere in quale % la programmazione annuale della RAI è realizzata da società di produzione esterne all'azienda
- copia del bilancio di previsione per l'anno 2013
In virtù della posizione dei vertici Rai la Commissione non può quindi prendere visione di alcuni dei documenti richiesti “per motivi di riservatezza”, come si legge nella lettera ufficiale a me indirizzata.
Dunque, pur invocando più volte lo spirito di collaborazione e i principi di trasparenza, si mostra una certa reticenza nel fornirci informazioni più dettagliate su argomenti pur di interesse collettivo.
La Presidenza e il Cda della Rai, riunitosi 2 giorni fa proprio per discutere delle richieste di documentazione, hanno ritenuto necessario richiedere un parere a competenti organi consultivi (tramite l’Azionista, il Ministero dell’Economia) riguardo la legittimità delle istanze avanzate dalla Vigilanza e la definizione del perimetro di informativa tra la Rai e la Commissione stessa.
In sintesi: vogliono che un ente terzo dichiari cosa debbano o non debbano trasmettere alla Vigilanza. Perché?
Noi ovviamente continueremo ad insistere sul punto nell’interesse di tutti. I cittadini e coloro che pagano il canone devono poter essere tutelati e devono poter avere un’immagine chiara delle effettive condizioni della Radiotelevisione Italiana e di come questa spende le risorse derivanti dal canone di abbonamento.
Andiamo avanti ed esigeremo la totale trasparenza, principio che dall’inizio contraddistingue l’operato di questa Commissione.
Roberto Fico
La Presidente Tarantola ha voluto personalmente depositare parte della documentazione, ovvero:
- il Regolamento per l’iscrizione all’Albo dei Fornitori Rai
- le ipotesi di riforma del canone di abbonamento
- i dati di analisi sulla dinamica della pubblicità nel corso del 2013
- il verbale dell’Assemblea degli azionisti che ha affrontato il 5 luglio il tema dell’assegnazione delle deleghe al Presidente
Su tutti gli altri atti la Rai ha opposto resistenza argomentando che, secondo i dettati normativi, non rientra tra i compiti della Commissione il controllo sui singoli atti gestionali dell’azienda pubblica, a cui invece farebbero riferimento le interpellanze presentate.
I documenti che la Commissione chiede ancora di analizzare sono:
- l'elenco delle società che hanno attualmente in essere un contratto con la Rai
- dati puntuali sulle "happy five", società cosi definite dal consigliere Antonio Pilati (durante l’audizione del Cda Rai davanti la Commissione Vigilanza il 18 luglio), che più di altre lavorerebbero con l'azienda pubblica
- una nota sul dispositivo SKY che permette di vedere in chiaro programmi criptati RAI
- il testo dei pareri richiesti sul bilancio, corredato dal nome degli studi che li hanno espressi
- l'elenco completo delle località del territorio nazionale nelle quali si registrano difficoltà o interferenze nella ricezione del segnale RAI
- il numero complessivo dei dipendenti, dirigenti e quadri della RAI e loro distribuzione; il numero dei contratti di consulenza o collaborazione attualmente in essere; il numero complessivo dei giornalisti
- circa la programmazione televisiva, si richiede la trasmissione dei palinsesti autunnali approvati dal Cda e presentati agli inserzionisti pubblicitari, nonché di conoscere in quale % la programmazione annuale della RAI è realizzata da società di produzione esterne all'azienda
- copia del bilancio di previsione per l'anno 2013
In virtù della posizione dei vertici Rai la Commissione non può quindi prendere visione di alcuni dei documenti richiesti “per motivi di riservatezza”, come si legge nella lettera ufficiale a me indirizzata.
Dunque, pur invocando più volte lo spirito di collaborazione e i principi di trasparenza, si mostra una certa reticenza nel fornirci informazioni più dettagliate su argomenti pur di interesse collettivo.
La Presidenza e il Cda della Rai, riunitosi 2 giorni fa proprio per discutere delle richieste di documentazione, hanno ritenuto necessario richiedere un parere a competenti organi consultivi (tramite l’Azionista, il Ministero dell’Economia) riguardo la legittimità delle istanze avanzate dalla Vigilanza e la definizione del perimetro di informativa tra la Rai e la Commissione stessa.
In sintesi: vogliono che un ente terzo dichiari cosa debbano o non debbano trasmettere alla Vigilanza. Perché?
Noi ovviamente continueremo ad insistere sul punto nell’interesse di tutti. I cittadini e coloro che pagano il canone devono poter essere tutelati e devono poter avere un’immagine chiara delle effettive condizioni della Radiotelevisione Italiana e di come questa spende le risorse derivanti dal canone di abbonamento.
Andiamo avanti ed esigeremo la totale trasparenza, principio che dall’inizio contraddistingue l’operato di questa Commissione.
Roberto Fico
Parlamentari del Movimento 5 Stelle con Alma Shalabayeva.video
L'incontro di oggi di noi Parlamentari del Movimento 5 Stelle con Alma Shalabayeva credo sia una delle pietre miliari che mostra come sarà la politica e l'informazione del futuro. Un gesto del genere non fa uno, ma cento passi avanti verso la PACE, verso la tutela dei DIRITTI UMANI, verso la GIUSTIZIA, verso la corretta gestione dei rapporti tra le NAZIONI. Cosa che il nostro Governo ha dimostrato non essere in grado di fare. Azioni COME la nostra cambiano il paese, cambiano il MONDO! Eppure non servono milioni di euro. Ho collegato il mio buon vecchio telefonino alla presa di corrente, i parenti di Alma ci hanno fornito la password per usare la loro rete wifi e finalmente tutta l'ITALIA ha potuto conoscere l'altra parte della verità. Un altro punto dei nostri ha dimostrato la sua forza e concretezza ancora una volta. Internet, LA RETE, cambierà il mondo. Siamo rimbalzati in tutto il pianeta, ma io vi do il mio link di riferimento che è quello che ci accompagna dall'inizio di questa avventura http://bit.ly/16Q0TN0 ...Stay tuned!
clicca il video
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BERLUSCONI, RITIRATO IL PASSAPORTO. BONDI: "SOLUZIONE O SARÀ GUERRA CIVILE"
COM'E' STRANO L'ESSERE UMANO..
A noi hanno fatto di tutto e di più,ci hanno tolto il lavoro,tassati fino all'osso eppure siamo qua a parlare di Berlusconi tranquilli e beati.
Loro stanno rischiando il potere con la condanna del loro presidente, non interessa a nessuno se e stato condannato, stanno proteggendo il loro lavoro e sono pronti a fare una guerra civile. Noi per muoverci aspettiamo di essere al tracollo completo.
Sabato 3 Agosto 2013
ROMA - «O la politica è capace di trovare delle soluzioni capaci di ripristinare un normale equilibrio fra i poteri dello Stato e nello stesso tempo rendere possibile l'agibilità politica del leader del maggior partito italiano oppure l'Italia rischia davvero una forma di guerra civile dagli esiti imprevedibili per tutti».
Così il coordinatore nazionale del Pdl, Sandro Bondi. CONSEGNATO ALLA DIGOS DI ROMA IL PASSAPORTO DI BERLUSCONI È stato consegnato alla Digos di Roma il passaporto di Silvio Berlusconi, come previsto dopo l'emissione del decreto di esecuzione della pena nei confronti dell'ex-premier per il caso Mediaset. A disporre la revoca del passaporto era stata la Questura di Milano e, secondo la procedura, il provvedimento è stato eseguito dalla Digos della Questura di Roma. COLLE: "DA BONDI DICHIARAZIONI IRRESPONSABILI" Interpellati sulle dichiarazioni odierne di Sandro Bondi che, tra le altre cose, ha evocato il rischio di una «guerra civile» dopo la sentenza della Cassazione che ha confermato la condanna Silvio Berlusconi, ambienti del Quirinale le definiscono «dichiarazioni irresponsabili». BONDI: "NON MI FARÒ CHIUDERE LA BOCCA DAL COLLE" «Non mi farò chiudere la bocca da nessuno, neppure da un comunicato del Quirinale. E non accetto di essere indicato come un irresponsabile». Lo afferma Sandro Bondi, replicando alla reazione di «ambienti» del Quirinale alle sue parole sul rischio di «guerra civile» in assenza di una soluzione politica alla vicenda Berlusconi. «I veri irresponsabili - prosegue Bondi - sono quelli che hanno fatto precipitare la situazione fino a questo punto. So di essere una persona responsabile e ho sempre ricercato e ricerco nel mio impegno politico il confronto, la collaborazione, la conciliazione e il bene del nostro Paese». «Questa mia indole tuttavia non mi impedisce di esprimere liberamente le mie opinioni personali sulla storia d'Italia e sul rischio che, dopo la sentenza della Cassazione, in assenza di una soluzione politica che restituisca la libertà personale e l'agibilità politica al leader del più importante movimento politico italiano, tutto possa precipitare verso una nuova forma di strisciante guerra civile, che come tutti coloro che non sono ipocriti sanno è un tratto caratterizzante della storia d'Italia, dal dopoguerra in poi», conclude il coordinatore del Pdl. |
Pdl minaccia dimissioni, Alfano in lacrime davanti a Berlusconi
Alfano in lacrime: "Pronti a dimissioni dall'esecutivo per difenderci"
ROMA -”Pronti alle dimissioni dall’esecutivo per difenderci”. Lo ha detto in lacrime il vicepremierAngelino Alfano alla riunione dei parlamentari Pdl il giorno dopo la sentenza della Cassazione sul caso Mediaset, che ha confermato la condanna di Silvio Berlusconi a 4 anni di reclusione per frode fiscale.
“Se c’è da difendere i nostri ideali e la storia di tutti noi, e la storia del presidente coincide con la nostra, siamo pronti alle dimissioni a partire dai ministri del governo”.
Rivolgendosi poi al Cavaliere, non nasconde un filo di commozione e con voce rotta rinnova la sua fedeltà: ”Non siamo noi quelli che hanno percorso questa strada in senso sbagliato. Restiamo al suo fianco per lei e per gli ideali che lei rappresenta”.
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