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sabato 3 agosto 2013

Kazakistan, M5s vede Alma Shalabayeva: “Temo la prigione, l’Italia mi aiuti”


Ci siamo organizzati, abbiamo trovato i partners nella logistica, abbiamo fatto tutto in modo trasparente. Siamo partiti ieri, direttamente da Montecitorio. Siamo arrivati stamattina ad Almaty, abbiamo coordinato il tutto e abbiamo incontrato Alma e sua figlia. Abbiamo fatto lo streaming con lei. Lo streaming, una roba sensazionale! Per la prima volta Alma ha raccontato, senza intermediari, senza timore, tutto quello che le e' successo. Ora come Parlamentari abbiamo il dovere di costruire azioni politiche sulla base dei contenuti che abbiamo raccolto oggi (e che continueremo a raccogliere nei prossimi giorni). Il dato certo e' che i deputati del M5S sono stati i primi, e ad oggi, i soli, Parlamentari della Repubblica Italiana che hanno incontrato Alma. In Aula tutti sembravano interessati al caso, poi, dopo la mozione al "Ministro a sua insaputa" Alfano (grazie PD per non averla votata!) l'interesse e' scemato. Ma lo scandalo resta, il discredito resta, la vergogna di un pezzo dello Stato resta. Noi siamo partiti per rimettere il caso al centro dell'interesse collettivo (e ci siamo riusciti, oggi tutti i giornali hanno parlato della cosa) e per ridare un minimo di prestigio al nostro Paese. L'Italia, quella vera, e' diversa da quella che ti rapisce di notte e ti deporta in un altro Paese violando il diritto internazionale!

p.s. il PD in aula ha detto "salviamo Alfano ma seguiamo attentamente il caso". Bene PD dove sei? Il PD si dimentica dei diritti umani, complimenti!
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Una delegazione del M5s ha incontrato in Kazakistan Alma Shalabayeva la moglie del dissidente Mukhtar Ablyazov, arrestato di recente a Cannes, ed espulsa dall’Italia con la figlia di sei anni. L’incontro è stato filmato e pubblicato sul blog beppegrillo.itnel video Alma dichiara: “Io non credo più in nessuna giustizia di nessun tribunale. Temo che qui mi possano mettere in prigione” e aggiunge: “Ricordo bene quando misero in prigione mio marito, senza che vi fossero delle carte. Spero per questo di essere aiutata dal popolo italiano”. La donna racconta anche del blitz effettuato a maggio scorso nella villa di Casal Palocco a Roma in seguito al quale lei e le figlia Alua, 6 anni, erano state identificate e portate via dal nostro Paese. La donna riferisce che non le era stato permesso di contattare la sorella con il proprio telefonino. “Me lo hanno buttato”, conclude

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