domenica 29 settembre 2013
sabato 28 settembre 2013
IL PDL LASCIA IL GOVERNO, I MINISTRI SI DIMETTONO PER BERLUSCONI. È CRISI
ROMA - «I ministri del Pdl rassegnano le proprie dimissioni». Lo fa sapere Angelino Alfano - tramite la sua portavoce -, dicendo di parlare a nome di tutta la delegazione del Popolo della Libertà. «Il Presidente della Repubblica è stato informato dal Presidente del Consiglio delle decisioni comunicategli di ministri del Pdl. Dopo il rientro Roma concorderà con il Presidente Letta l'incontro che le decisioni odierne rendono necessario». Lo comunica il Quirinale in una nota.
Letta: "Chiarimento avvenga in Parlamento alla luce del sole e di fronte ai cittadini". 'Gli italiani non abbocchino a Berlusconi sull'Iva«. Lo scrive Enrico letta in un tweet.
Le dimissioni dei ministri del Pdl «sono una ulteriore azione di sfascio per l'azione del governo»: lo ha detto il segretario del Pd, Guglielmo Epifani. LA MEMORIA DIFENSIVA DI BERLUSCONI «Ho invitato la delegazione del Popolo della Libertà al governo a valutare l'opportunità di presentare immediatamente le proprie dimissioni per non rendersi complici, e per non rendere complice il Popolo della Libertà, di una ulteriore odiosa vessazione imposta dalla sinistra agli italiani». Così Silvio Berlusconi. Dalla difesa all'attacco. Nella memoria difensiva depositata questa mattina, Silvio Berlusconi chiede la ricusazione di alcuni membri della giunta del Senato che deve decidere della sua decadenza. Nel testo, in possesso dell'ANSA, si chiedono le dimissioni dei senatori che hanno già espresso una posizione e, in subordine, la sospensione del giudizio e la ricusazione. «Nessuna utilità vi potrebbe essere nel partecipare a un giudizio del quale si sia già previamente conosciuta la sua conclusione. La presenza delle parti, dell'interessato o di un avvocato non sarebbe che una mera sceneggiata in un copione già ampiamente scritto». Così Silvio Berlusconi, nel chiedere la ricusazione della giunta. IL CAV: "SOSPENDERE IL GIUDIZIO FINO CORTE UE" La giunta delle immunità «sospenda il giudizio in attesa della decisione della Corte Europea» presso la quale è stato presentato un ricorso contro la legge Severino e che dovrebbe decidere «in tempi assai ravvicinati, ovvero nell'ordine di pochi mesi». È quanto si legge nella memoria difensiva di Silvio Berlusconi.
Letta: "Chiarimento avvenga in Parlamento alla luce del sole e di fronte ai cittadini". 'Gli italiani non abbocchino a Berlusconi sull'Iva«. Lo scrive Enrico letta in un tweet.
Le dimissioni dei ministri del Pdl «sono una ulteriore azione di sfascio per l'azione del governo»: lo ha detto il segretario del Pd, Guglielmo Epifani. LA MEMORIA DIFENSIVA DI BERLUSCONI «Ho invitato la delegazione del Popolo della Libertà al governo a valutare l'opportunità di presentare immediatamente le proprie dimissioni per non rendersi complici, e per non rendere complice il Popolo della Libertà, di una ulteriore odiosa vessazione imposta dalla sinistra agli italiani». Così Silvio Berlusconi. Dalla difesa all'attacco. Nella memoria difensiva depositata questa mattina, Silvio Berlusconi chiede la ricusazione di alcuni membri della giunta del Senato che deve decidere della sua decadenza. Nel testo, in possesso dell'ANSA, si chiedono le dimissioni dei senatori che hanno già espresso una posizione e, in subordine, la sospensione del giudizio e la ricusazione. «Nessuna utilità vi potrebbe essere nel partecipare a un giudizio del quale si sia già previamente conosciuta la sua conclusione. La presenza delle parti, dell'interessato o di un avvocato non sarebbe che una mera sceneggiata in un copione già ampiamente scritto». Così Silvio Berlusconi, nel chiedere la ricusazione della giunta. IL CAV: "SOSPENDERE IL GIUDIZIO FINO CORTE UE" La giunta delle immunità «sospenda il giudizio in attesa della decisione della Corte Europea» presso la quale è stato presentato un ricorso contro la legge Severino e che dovrebbe decidere «in tempi assai ravvicinati, ovvero nell'ordine di pochi mesi». È quanto si legge nella memoria difensiva di Silvio Berlusconi.
La salute dei cittadini e la tutela dell'ambiente, le priorità del #M5S
Dove sono i parlamentari deglli altri partiti?
Carlo Sibilia Due
Insieme agli attivisti dei gruppi locali abbiamo visitato a #Toppainfuocatail deposito di #ecoballe, che è andato a fuoco la settimana scorsa. La salute dei cittadini e la tutela dell'ambiente, le priorità del #M5S



Andrea Scanzi e stato smacchiato
Con il tormentone virale "Cosa hai fatto per evitare le larghe intese?" mi state facendo molto ridere. Non quanto quella sparuta decina di bersaniani (troll, parenti e staff compresi) che ha provato a dirmi che "ti ha smacchiato lui", ma quasi.
La più divertente, al momento, è questa: "@AndreaScanzi cos'ha fatto Lei per evitare che Marina Occhiena uscisse dai Ricchi&Poveri?". Il livello delle battute è comunque molto alto. Grazie (e bravi).
Voglio però aggiungere una cosa. E' noto come ritenga Bersani uno dei maggiori responsabili del disastro attuale. Da gennaio ad aprile ha sbagliato tutto, e i suoi harakiri li stiamo pagando tuttora. Nell'arco della puntata di Otto e mezzo avrei voluto toccare anche altri temi, dalla identità dei 101 (o 120) piddini che affossarono Prodi a certe sue "sviste" giuridiche o comunque moralmente discutibili (i soldi dei Riva, il rinvio a giudizio della segretaria, MPS, Penati, etc). Non c'è stato il tempo (macché censura, dai). Pazienza.
Riconosco però a Bersani una grande dote: ha accettato la mia presenza, o comunque quella di una firma del Fatto (lui come tanti altri, non ci rilascia interviste da mesi). Sia prima, che dopo, è stato gentile e garbato. Non era scontato. Vederlo dal vivo mi ha confermato la sensazione della brava persona, purtroppo (del tutto) inadeguata al ruolo di leader nazionale.
E' poi mia convinzione che non sia "troppo cattivo" il mio approccio con Bersani, o quello di Damilano con Paola Taverna, ma siano bensì troppo blandi buona parte degli altri approcci. La non-intervista ha abituato i politici a ritenere maleducato qualsiasi "affondo". E questo complica tutto. Bersani, se non altro, c'è stato.
Io non ce l'ho con Damilano, che è molto bravo, perché ha incalzato la Taverna una settimana fa a Otto e mezzo. Ha fatto benissimo, e la Taverna non era pronta per quell'esordio televisivo. Discuto casomai il fatto che, quando in studio ci sono i D'Alema o i Renzi, quello stesso incalzare non sempre lo vedo. E magari, beninteso, tra i non incalzanti a volte ci sono pure io, perché tutti sbagliano: io per primo.
Grazie a tutti per i commenti, il record di accessi (e di share nella nuova serie di Otto e mezzo). Per le critiche e per i plausi.
La più divertente, al momento, è questa: "@AndreaScanzi cos'ha fatto Lei per evitare che Marina Occhiena uscisse dai Ricchi&Poveri?". Il livello delle battute è comunque molto alto. Grazie (e bravi).
Voglio però aggiungere una cosa. E' noto come ritenga Bersani uno dei maggiori responsabili del disastro attuale. Da gennaio ad aprile ha sbagliato tutto, e i suoi harakiri li stiamo pagando tuttora. Nell'arco della puntata di Otto e mezzo avrei voluto toccare anche altri temi, dalla identità dei 101 (o 120) piddini che affossarono Prodi a certe sue "sviste" giuridiche o comunque moralmente discutibili (i soldi dei Riva, il rinvio a giudizio della segretaria, MPS, Penati, etc). Non c'è stato il tempo (macché censura, dai). Pazienza.
Riconosco però a Bersani una grande dote: ha accettato la mia presenza, o comunque quella di una firma del Fatto (lui come tanti altri, non ci rilascia interviste da mesi). Sia prima, che dopo, è stato gentile e garbato. Non era scontato. Vederlo dal vivo mi ha confermato la sensazione della brava persona, purtroppo (del tutto) inadeguata al ruolo di leader nazionale.
E' poi mia convinzione che non sia "troppo cattivo" il mio approccio con Bersani, o quello di Damilano con Paola Taverna, ma siano bensì troppo blandi buona parte degli altri approcci. La non-intervista ha abituato i politici a ritenere maleducato qualsiasi "affondo". E questo complica tutto. Bersani, se non altro, c'è stato.
Io non ce l'ho con Damilano, che è molto bravo, perché ha incalzato la Taverna una settimana fa a Otto e mezzo. Ha fatto benissimo, e la Taverna non era pronta per quell'esordio televisivo. Discuto casomai il fatto che, quando in studio ci sono i D'Alema o i Renzi, quello stesso incalzare non sempre lo vedo. E magari, beninteso, tra i non incalzanti a volte ci sono pure io, perché tutti sbagliano: io per primo.
Grazie a tutti per i commenti, il record di accessi (e di share nella nuova serie di Otto e mezzo). Per le critiche e per i plausi.
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