venerdì 20 settembre 2013

Alessandro Di Battista;cos'e' istituzionalmente decoroso e cosa non e'


Cos’è istituzionalmente decoroso e cosa non è? Questo è il problema?

E’ decoroso che il PD governi con il PDL dopo aver detto che li avrebbe smacchiati?
E’ decoroso che uno come Amato venga nominato alla Consulta?
E’ decoroso che in tempi di vacche magre i parlamentari, M5S esclusi, percepiscano 16000 euro al mese?
E’ decoroso combattere guerre non nostre come in Afghanistan, guerre che costano vite e quattrini da investire nel lavoro?
E’ decoroso che i giornali trattino più il tema dello Ius Soli, per carità, un tema importante, dell’urgentissimo tema del reddito di cittadinanza per il quale il M5S ha già trovato la compatibilità finanziaria?
E’ decoroso che un ministro degli interni sieda ancora al suo posto quando, a sua insaputa, qualcuno, non si sa bene chi, ha sequestrano una donna con sua figlia e le ha spedite in Kazakistan in barba al diritto internazionale?
E’ decoroso che l’unico modo che hanno gli operai per far percepire il dramma che stanno vivendo sia occupare i tetti delle fabbriche?
E’ decoroso che l’unico modo che hanno dei deputati della repubblica per far percepire il dramma che sta vivendo la Costituzione sia occupare il tetto della camera?
E’ decoroso che, nonostante il referendum del 1993, i partiti, tutti tranne il M5S si tengono il malloppo dei rimborsi elettorali?
E’ decoroso che sia proibito persino pronunciare il nome del Capo dello Stato in aula?
E’ decoroso che il Capo della Stato, colui che presiede il CSM non difenda un organo dello Stato come la magistratura dagli attacchi eversivi di un condannato in via definitiva?
E’ decoroso che vengano acquistati cacciabombardieri mentre la Sardegna brucia per l’assenza di Canadair?
E’ decoroso che i bambini di Tamburi, a Taranto, muoiano di tumore per colpa della religione del profitto?
E’ decoroso che tutti i milioni di cittadini che hanno votato per il cambiamento si ritrovino, Casini, Formigoni, Boccia e Capezzone presidenti delle commissioni parlamentari?
E’ decoroso che gli ex parlamentari, non i parlamentari, gli ex parlamentari, abbiano indecenti privilegi tra cui plafone di viaggi gratis per tutta la vita mentre i lavoratori della Milano 90 srl che guadagnano 1100 euro al mese siano stati messi dalla Camera in regime di solidarietà?
E’ decoroso che nessuno ci abbia mai chiesto se volevamo o meno entrare nell’euro?

Se tutto questo è decoroso noi siamo indecorosi, in quanto liberi, sovrani e onesti!
Ma dato che vi fa gioco accusarci di turpiloquio, di villania, di impertinenza ok moderiamo i toni, non diremo più tutti a casa, ma diremo è “d’uopo che vi rechiate alle vostre dimore” ma il senso resta lo stesso, come disse Cromwell al parlamento inglese IN NOME DI DIO ANDATEVENE!

La Boldrini e le donne


La signera Boldrini non vuole le critiche , ma con il  M5S non si scherza e non le mandano a dire.
Lei, la madame Goretti si sente GIOVANNA D'ARCO e diffende tutte le donne ..ma chi ci ha toccate a noi? lrggete quello che e successo..
C'è uno sport diffuso tra questi politici d'accatto. Quando ne tiri in ballo uno, quello si intesta un'intera categoria. Come se fosse roba sua. La Boldrini ogni volta che le viene mossa una critica, invece di discuterla e magari di accettarla, se è vera, si rifugia dietro l'intero popolo femminile "Chi offende me offende tutte le donne". Si sente Giovanna D'Arco, ma è soltanto una nominata da Vendola in una posizione per cui è inadeguata. Le critiche sono rivolte a lei, non alle donne italiane. Si vergogni di usarle come scudo per la sua incosistenza.

Ps: E' stato cancellato il tweet di Laura Boldrini che recitava, come riportato dal tg1: "Grazie alle parlamentari di diversi partiti per la solidarietà contro un'offesa a tutte le donne. Grazie a chi sta twittando #siamoconlaura". La ricostruzione di quanto accaduto si trova qui. La rete non perdona.

Nicola Morra ; ne ho le scatole piene


  • questa settimana abbiamo nuovamente toccato con mano la crisi dell'istituzione parlamentare.
    martedì abbiamo fatto aula unicamente per ricordare giulio andreotti, poichè in commissione non si era riusciti a concludere la trattazione del decreto cultura. la mattina dopo abbiamo dovuto tardare di un'ora i lavori per lo stesso motivo, per poi scoprire dei due emendamenti pro archivi di partito e pro maxxi che siamo riusciti a far accantonare -questo per chi sostiene che noi si sia inefficaci-, a causa della loro evidente "improponibilità politica e morale"; e cmq, dobbiamo ancora terminare la valutazione e l'approvazione dello stesso per le fibrillazioni interne alla maggioranza, a testimonianza della "stabile instabilità" dell'esecutivo letta.
    abbiamo chiesto che la presidenza del senato affronti al più presto la questione del voto palese in aula per quando ad ottobre verremo chiamati a decidere della decadenza del senatore berlusconi, ottenendo polemiche e qualche critica, oltre che appoggio formale da tanti.
    ma, ne ho ormai piena coscienza, abbiamo vissuto sulla nostra pelle la progressiva crisi dell'istituzione parlamentare: tempi serratissimi assai spesso, ma inutili, provvedimenti confusi e da rivedere, privi di copertura finanziaria vera, ipocritamente organizzati in modo tale da presentarsi accettabili senza minimamente esserlo, audizioni in commissione per pochi amici, e decreti legge naturalmente omnibus in cui allo zuccherino si accompagna una montagna di vomito da accettare come se fosse nulla.
    ne ho le scatole piene.
    sentire poi un senatore del pd sostenere la tesi, cinica e fatalistica, per cui il paese sarebbe irreformabile, ti fa ancor più convincere che non ci sia altra possibilità che mandarli a casa tutti. dove lo trovano, dove lo potrebbero cercare, l'entusiasmo che serve ad affrontare le difficoltà, la tenacia con cui resistere alle avversità, se loro per primi si sono arresi, se sono degli sconfitti non più disposti a combattere? che ideali animano la loro lotta? ma, davvero, lottano? oppure conservano soltanto, con la forza della disperazione, i loro atavici privilegi, sottraendosi al confronto con la realtà?
    ricordo quando, in occasione della fiducia al governo letta, da parte di molti senatori dell'una e dell'altra parte si citò il principio di realtà come quel convincimento che aveva permesso, a forze politiche adulte e perciò responsabili, di trovare fra di loro un accordo per governare il paese in nome di una sempre sbandierata responsabilità....e ricordo ancora le accuse di settarismo, immaturità, puerilismo che ci sono state rivolte, come se fossimo dei ragazzini viziati, populisti e semplicisti, sol perchè non davamo la fiducia.....
    ed oggi ritrovo i colleghi saggi ed adulti di pd e pdl sempre più segnati da disorientamento, da utilitarismo cinico. da un lato tutti ad osannare renzi -dimenticando che mesi fa quasi tutti loro avevan dato il loro sostegno a bersani per "asfaltare" il sindaco fiorentino-, dall'altro tutti a domandarsi cosa ne sarà del centrodestra italiano, posto che l'epoca berlusconi sembra sempre più volta al declino imminente.
    io un suggerimento, modesto, per tutti quanti loro ce l'ho: tornate a casa. avete creato una distanza siderale fra voi e gli altri, avete reso le istituzioni invise ai cittadini, avete prodotto un solco incolmabile fra chi lavora, suda, vive, e voi che affogate nel privilegio il vostro tentativo di resistere al tempo.
    tornate a casa
 

#5giornia5stelle - #lifacciamosudare - 20/9/2013

Trasmesso in streaming dal vivo il 20/set/2013
Podcast della diretta streaming della nuova puntata di #5giornia5stelle, il resoconto dell'attività parlamentare raccontato dai portavoce M5S
 

Andrea Scanzi e il videomessaggio di Berlusconi


È molto divertente leggere i commenti disgustati della gerarchia piddina dopo il videomessaggio patetico del pregiudicato di Arcore. Sembra quasi che, in questi vent'anni, abbiano vissuto su Marte.
La recensione più fulminante è di Barbara Berlusconi: "Se mio padre è un delinquente, perché han fatto con lui gli ultimi due governi?".
Provate a rispondere, Letta Jr e Re Giorgio. Possibilmente senza moniti o supercazzole

Alessandro Di Battista; Sono schifato


L’Italia muore e i media, tutti, si occupano del ladruncolo di Arcore. Sono schifato. Vorrei che fosse fatta chiarezza sull’MPS, sulla trattativa stato-mafia, sui palazzinari napoletani, sull’aeroporto di Herat. Vorrei che ci si dedicasse alla guerra in Afghanistan, alle misure di lotta alla grande evasione per ottenere risorse da investire nel reddito di cittadinanza e nella riqualificazione delle aziende in crisi. Vorrei che ci si occupasse dei diritti civili, della costruzione della pace e della solidarietà, della socializzazione delle imprese, magari cominciando dalle fabbriche di ceramica di Civita Castellana, tutte in crisi per via della smania di profitto di qualcuno e della globalizzazione senza regole. E invece nulla, si aspetta con ansia un videomessaggio di un uomo politicamente morto, defunto, sepolto. Un uomo che sta solo cercando (e ritengo che l’otterrà, ma spero di sbagliarmi) l’onore delle armi in attesa di preparare la strada alla figlia milanese o al “figlioccio” giovane e fiorentino. Io non ne posso più, e mi fa paura il livello di bassezza culturale nel quale è finito il nostro paese. Morto B. restano le macerie, resta il berlusconismo, restano le rovine di un Paese dove ormai la meritocrazia è soltanto un sostantivo, dove l’illegalità è la normalità, dove “copiare, per passare un esame, è sempre la strada privilegiata”. C’è da rimboccarsi le maniche, occorre seminare coscienti del fatto che forse solo i nostri figli raccoglieranno i frutti del cambiamento, occorre iniziare ad interessarci di Politica, la più alta attività che un essere umano possa fare. Nonostante il letame che ci circonda ormai da 20 anni e ci impedisce di respirare da cittadini liberi io vedo una speranza, la sento scorrere sulla pelle, passa sotto la rassegnazione come farebbe un foglio di carta con una splendida poesia sotto una porta blindata. Ieri sera ho partecipato alla consueta “cena del lunedì”, è stata una discussione eccellente. Eravamo parecchi e non abbiamo quasi mai nominato il mariolo brianzolo. Questo mi da speranza, sarò un sognatore ma credo fermamente che la strada sia lunga, lunghissima ma sia giusta. B. è morto, Bersani finito, Monti scomparso e io, pur non sentendomi troppo bene, vedo una luce in fondo al tunnel. A riveder le stelle!

giovedì 19 settembre 2013

Amato lascia la poltrona in Deutsche Bank e forse la prende il genero


18 sett -Giuliano Amato è stanco. Troppe poltrone, troppo lavoro per il “Dottor Sottile”. Così per occupare più comodamente lo scranno della Corte Costituzionale Amato ha lasciato una poltrona. Amato che lascia una poltrona, comunque, è una notizia. L’ex premier si è auto-sollevato dal suo incarico di advisor della Deutsche Bank in Italia. Un’attività che svolgeva dal 2010. Ma il Dottor Sottile, per la precisione, avrebbe “rotto” con l’istituto durante l’estate, prima che arrivasse la notizia del suo trasferimento alla Consulta. Ora il colosso teutonico ha un vuoto da colmare, una poltrona da assegnare (e l’Italia, dopo la Germania, è il principale mercato di Deutsche Bank).
Poltrona per il genero -  L’istituto di credito, tra gli altri, è advisor di Finmeccanica per la vendita della controllata Ansaldo Energia. Insomma Deutsche Bank ha interessi enormi nel nostro Paese. Serve un uomo di fiducia per controllare il mercato italiano. Chi può sostituire Giuliano Amato? Semplice, suo genero. Secondo alcune indiscrezioni in pole position per la poltrona di advisor c’è proprio il genero dell’ex premier,Federico Merola.
Secondo quanto racconta La Notizia, Merola è il candidato numero uno per il vecchio posto del suocero. Merola, ex dirigente dei costruttori dell’Ance, vanta un posto nel consiglio di amministrazione della Invimit, la sgr del Tesoro che dovrebbe portare avanti un piano di valorizzazioni e dismissioni immobiliari su cui il governo Letta punta molto per fare cassa. (I.S.)
http://www.imolaoggi.it/2013/09/18/amato-lascia-la-poltrona-in-deutsche-bank-e-forse-la-prende-il-genero/

Mamma uccide il figlio di 5 anni e lo fa a pezzi per mangiarlo: Egitto sotto cho

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