In merito all'uscita dal Senato per la votazione sulla decadenza di Berlusconi, la strada maestra è e resta quella di modificare il regolamento come proposto dal gruppo al Senato.
Il mio era solo un personale auspicio di vederli in quell'aula da soli di fronte alla loro ipocrisia e finalmente portarli allo scoperto impallinandosi a vicenda. Come il finale delle iene.
Ma capisco anche che si aprono troppe variabili nei numeri e sarebbe un assist per salvare b. Cioè ci sarebbe davvero il rischio che lo salvano!
La strada scelta dai nostri senatori m5s è quella maestra. Chi prova a mettrerci l'uno contro l'altro dicendo che io abbia chiesto ai senatori di uscire dall'aula ha sbagliato persone. E soprattutto forza politica.
Come al solito se non fosse per la nostra presenza in Parlamento, Berlusconi e i suoi accoliti (anche del Pd) avrebbero ancora una volta vita facile. La seconda repubblica ha le ore contate.
martedì 17 settembre 2013
Decadenza, i Cinque Stelle presentano una proposta per cambiare il regolamento
Il capogruppo al Senato Morra: "Cancelliamo ogni ipotesi di voto segreto, anche quando si usano le schede"
Il capogruppo al Senato Nicola Morra ha annunciato di aver presentato una proposta di modifica del regolamento del Senato che cancella di fatto ogni ipotesi di esprimersi in Aula con il voto segreto.
Secondo questa proposta, che ora dovrà essere esaminata dalla giunta per il Regolamento e poi dall’Aula, si cancella tutta la parte dell’articolo 113 del regolamento di Palazzo Madama che disciplina il voto segreto. Secondo questa interpretazione delMovimento 5 stelle dovrebbe effettuarsi a scrutinio palese anche l’elezione mediante schede. "Noi voteremo compatti per la decadenza di Berlusconi, ma siccome molti altri gruppi parlamentari temono che i propri senatori salvino il Cavaliere noi con questa proposta gli togliamo ogni timore. Se ci fosse il voto palese, infatti, non ci sarebbero più problemi di questo tipo", ha detto Morra. A chi, come Giovanni Pellegrino (avvocato ed ex senatore del Pds e poi dei Ds), ricorda che nel caso di Andreotti non servì cambiare il regolamento per chiedere il voto palese, il capogruppo dice: "Noi siamo assolutamente d’accordo, ma siccome già sappiamo che 20 senatori sono pronti a chiedere il voto segreto in Aula, noi abbiamo preparato questo strumento per garantire che il voto in assemblea sia sempre palese. Se vuoi la pace, prepara la guerra".
lunedì 16 settembre 2013
Andrea Scanzi e la richiesta di dimissioni di Amato
Interpellato sulla richiesta di dimissioni di Amato proposta da M5S, e relativa alla amena telefonata omertosa del 1990, il simpatico D'Alema ha detto: "Non scherziamo, Amato è giurista competente. Il resto non conta nulla".
Ma infatti: cosa vuoi che contino moralità e onestà nella politica italiana? Sono concetti troppo desueti e anzi astrusi per uno come D'Alema. Molto meglio continuare a fare un po' il cazzo che ci (gli) pare.
Che sciagura vivente.
Ma infatti: cosa vuoi che contino moralità e onestà nella politica italiana? Sono concetti troppo desueti e anzi astrusi per uno come D'Alema. Molto meglio continuare a fare un po' il cazzo che ci (gli) pare.
Che sciagura vivente.
domenica 15 settembre 2013
Corte Costituzionale, il Movimento 5 Stelle chiede le dimissioni di Giuliano Amato
Nicola Morra, capogruppo del M5S al Senato, si augura un passo indietro dell'ex vice di Craxi dopo le rivelazioni del Fatto Quotidiano: "Non faccia una frittata della giustizia". Il M5S presenterà un'interrogazione urgente al presidente del Consiglio e al Guardasigilli
il video dell'intercettazione clicca
Nominato da soli tre giorni giudice della Corte Costituzionale, Giuliano Amato colleziona già le prime richieste di dimissioni. A chiedere un passo indietro è il Movimento 5 Stelle per voce diNicola Morra, capogruppo al Senato, che fa riferimento all’articolo del Fatto Quotidiano. Il gruppo presenterà un’interrogazione urgente al premier Enrico Letta e al ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri.
“Giuliano Amato si dimetta da giudice della Corte costituzionale”, ha detto Nicola Morra. “Lo chiediamo con forza e decisione dopo aver letto l’articolo sul Fatto Quotidiano, relativo ad una intercettazione telefonica del 21 settembre 1990 che è agli atti di un processo per tangenti a Viareggio”. Il capogruppo M5S contesta l’incongruenza tra il ruolo di cui Amato è appena stato investito e il suo comportamento nei confronti di una testimone nell’ambito di un processo per corruzione. “E’ una vicenda che si sviluppa in epoca pre Mani Pulite dove l’allora deputato e vice segretario del Psi di Craxi telefonò e chiese alla vedova di un esponente socialista di non fare nomi dei protagonisti di una tangente da 270 milioni di lire. ‘Non fare i nomi con i giudici, niente frittate’, disse Amato alla vedova dell’esponente del Psi”.
“Se non si vuole che ora Giuliano Amato faccia lui una frittata della Giustizia, si dimetta da giudice della Corte Costituzionale”, è la richiesta del M5S. “Il Movimento 5 Stelle presenterà anche una interrogazione urgente al presidente del Consiglio ed al Ministro della Giustizia”.
AMATO: 64 MILA EURO AL MESE! QUESTO SARA’ IL NUOVO CONTO, CON LA NOMINA ALLA CONSULTA.
AMATO: 64MILA EURO AL MESE! QUESTO SARA’ IL NUOVO CONTO, CON LA NOMINA ALLA CONSULTA. 33MILA LO STIPENDIO DELLA “CORTE” CHE SI SOMMERA’ A 22MILA DI PENSIONE E 9MILA DI VITALIZIO
CASTA DORATA
Amato, l’incarico alla consulta vale 33mila euro al meseL’ex ministro e premier incassa anche una pensione da 22mila e un vitalizio da 9mila euro al mese. In tutto fanno 64mila euro al mese
Non c’è solo la poltrona. Ci sono anche i soldi. EGiuliano Amato, nel corso della sua vita da boiardo di Stato, non si è mai fatto mancare nè le une (poltrone) nè i secondi (lire prima ed euro oggi). L’ennesima poltrona che gli si è infilata sotto le chiappe è quella di giudice della Corte costituzionale, gentilmente offertagli (‘prego si accomodi’) dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Un incarico di prestigio assoluto, che dovrebbe in parte risarcire il caro (carissimo) Giuliano della delusione per aver visto sfumare nella scorsa primavera un (clamoroso) ritorno a Palazzo Chigi. Ma anche una nuova paccata di denari per un uomo che già sguazza nei soldi che nemmeno Paperon de’ Paperoni nella famosa piscina di monete d’oro. L’incarico alla Consulta “vale” infatti la bellezza di 403.840 euro (lordi) all’anno, pari a 33.583 euro mensili. Ai quali Amato affianca una pensione da 22mila euro e un vitalizio da 9mila euro al mese. Per un totale di 64mila euro al mese (lordi, per carità). Il nuovo incarico, poi, porta con sè anche 3 assistenti, 3 segretarie, telefonino, computer e auto blu.
D’altra parte, a sguazzare tra collaboratori, lacchè e portavoce, Amato è abituato da trent’anni, visto l’infinito elenco di incarichi ufficialiaccumulati tra prima e seconda Repubblica: dal 1983 al 1994 è statodeputato Psi, dal 1983 al 1987 sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con Bettino Craxi, dal 1987 al 1989 ministro del Tesorocon Goria e De Mita, dal 1992 al 1993 presidente del Consiglio (ricordate il prelievo straordinario dai conti correnti e la finanziaria da 93mila miliardi di lire?), dal 1992 al 1994 presidente dell’Aspen Institute, dal 1994 al 1997 presidente dell’Antitrust, dal 1998 al 2000 ministro per le Riforme istituzionali e poi del Tesoro con D’Alema, al quale succede come premier tra 2000 e 2001.
Dal 2001 al 2006 è stato senatore con l’Ulivo, dal 2006 al 2008 ancora ministro nel governo Prodi, dal 2011 al 2013 guida il comitato per le celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia, dal 2009 èpresidente dell’Istituto dell’Enciclopedia Treccani e dal 2012presidente pure della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Monti gli aveva affidato il compito di studiare un taglio ai costi della politica (capirai, a lui che prende sì tanta pensione). E per non farsi mancare proprio nulla, Giuliano è stato anche conduttore in Rai di “Se una farfalla batte le ali…” (roba da 1% di share o giù di lì).
Da opposizione abbiamo raggiunto due obiettivi importanti
Io sono ottimista! Lo sapete. Sono ottimista perché già da opposizione abbiamo raggiunto due obiettivi importanti. Il primo e' ILLUMINARE i ladri. Ricordate quando Beppe in campagna elettorale diceva: «se illumini un ladro mentre ruba quello smette di rubare»? Beh, oggi, grazie alla nostra presenza in Parlamento le indecenti porcate perpetrate da questa classe politica si fanno molto meno. Certo, al posto delle porcate il Governo sa solo rinviare e mentire scientificamente agli italiani ma comunque l'opposizione un risultato l'ha ottenuto. L'altro (lo ricordava ieri Travaglio alla festa del M5S Torino) e' stato smascherare l'inciucio, costringere i partiti, dopo anni di fidanzamento e “fuitine” all'insaputa del popolo italiano, a sposarsi alla luce del sole. Guardate che questo e' un grande risultato, grazie al M5S molti cittadini hanno aperto gli occhi, questo e' da sempre il traguardo che precede una vittoria elettorale definitiva. Leggete lo stenografico che allego (fonte Camera). Leggete le ultime 3 righe. Ma vi pare che il Partito Democratico protesti alla mia frase “prima cacciate i ladri che rappresentano il PDL”. Ma vi rendete conto? Hanno protestato quelli del PD! PD e PDL: fiori d'arancio in attesa dei crisantemi. Come dice Beppe, «sono morti». A riveder le stelle!
P.S. Qualche mentecatto del Partito Democratico (soltanto di mentecatti si può parlare) sostiene che nel segreto dell'urna noi M5S al Senato voteremo in favore di quel ladro di Berlusconi. Basta rileggere questo stenografico e pensare che quando attacchiamo il PDL si arrabbia il PD per capire chi sostiene con tutte le sue forze il pregiudicato brianzolo. Mentecatti marameo, oggi c'e' la rete e c'e' il M5S, mentire non ha più lo stesso effetto! |
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