mercoledì 14 agosto 2013

L'INCUBO INIZIATO IL 20 APRILE 2013


L'INCUBO INIZIATO IL 20 APRILE 2013

Io non sono un esperto di linguaggio politichese, ma la mia impressione è che se spegniamo tv e non compriamo giornali per tutto il mese di agosto, alla fine la vicenda "Berlusconi, grazie e graziella" a settembre non sarà andata avanti di un solo millimetro.
L'intera messa in scena si fonda sul bisogno di Berlusconi di dimostrare che "è uno che non molla", ma in realtà sa bene che se stacca la spina è finito, ha ancora tre processi pendenti e l'unica speranza di avere qualche provvedimento ad personam ce l'ha se resta alleato del Partito Democratico (la sua opposizione preferita).

Dall'altra parte c'è Napolitano, da arbitro del quadro politico è diventato giocatore in campo con tanto di fascia da capitano. Alcune regole valgono anche per lui, come quelle sancite dalla Costituzione, e sa bene che la grazia non è una via percorribile, altrimenti il Movimento 5 Stelle chiederà di applicare l'art 90 della Costituzione.
SEMBRA DI ESSERSI ADDORMENTANTI IN UN INCUBO iniziato il 20 aprile 2013, quando ci ritrovammo eletto Presidente della Repubblica quello uscente. Adesso sarebbe il caso di svegliarsi. Sarebbe il caso che Napolitano facesse un passo indietro, senza sciogliere le camere, così da costringere questo Parlamento ad eleggere un nuovo Presidente della Repubblica, che sappia (senza condizionamenti) decidere se sciogliere le Camere o dare un nuovo mandato di Governo.
L'attuale Presidente è troppo coinvolto per poter fare questa scelta ormai. Il Governo Letta è una sua creatura. Capisco benissimo la difficoltà che trova nel volersene sbarazzare. E per questa l'unica soluzione è liberarsi di responsabilità che non gli competono.
Sarà un'estate a somma zero. A settembre ci ritroveremo solo con un grande mal di testa, con parole che ci rimbombano in mente come "agibilità politica" o "grazia" e soprattutto con un paese in difficoltà economiche sempre più gravi.
SVEGLIAMOCI.



“Bersani mi ha detto: il Pd farà decadere Berlusconi”



Sono passati quasi sei mesi dall’ingresso dei Cinque stelle a Palazzo. «Immagina un giocatore che si fa tutto il campo dribblando e poi arriva davanti alla porta sbagliando un gol fatto. Noi di errori ne abbiamo commessi, ma poco a poco abbiamo ingranato e ora non sbagliamo un colpo». Alessandro Di Battista è tra gli stellati più noti, presente in piazza e attivo in aula, da molti incoronato leader carismatico. Ha lanciato l’iniziativa “invita un deputato a cena”, è andato in Spagna a parlare del Movimento: «Ci sono tre gruppi che vogliono presentarsi alle prossime elezioni».
Con Linkiesta tiene i piedi per terra: «Ognuno ha i suoi talenti, c’è chi ha una leadership comunicativa e chi sa leggere un bilancio alla grande». Il giro di boa delle vacanze estive è segnato dalla sentenza Mediaset: «Bersani mi ha detto che lui è convinto che il Pd farà il suo dovere e farà sì che Berlusconi non sarà senatore». Nel frattempo i Cinque Stelle preparano il campo: «Napolitano ci dia il governo e realizzeremo cinque punti chiave». Nessuna alleanza perché «i partiti sono diventati banche, oligarchie organizzate che fanno i cazzi loro a scapito della collettività, se cade Berlusconi cadono anche molti affaristi del Pd».
In questi mesi è stato ovunque. Come sta?
Ho dormito quattro ore a notte, ho dato tutto e ho bisogno di due settimane di riposo. A lungo andare il Palazzo ti logora, ti toglie l’anima e per non perderla ho fatto molte iniziative coi cittadini. Da un lato Montecitorio è Versailles, dall’altro sembra la classe dei ragazzi della 3° C. Non pensavo che molti parlamentari fossero di così basso livello. Ci sono persone preparate come Fava di Sel, Fedriga della Lega nord, Corsaro di Fratelli d’Italia. E altre che hanno pagato molti soldi per essere qui: io ho speso 150 euro di campagna elettorale, ma c’è chi nel Pd e nel Pdl ne ha sborsati 30mila per farsi mettere in posizioni eleggibili. Un vero ricatto, perché poi l’attività politica sarà inevitabilmente condizionata. Anche per questo vogliamo togliere i soldi dalla politica, ma purtroppo il ddl è slittato a settembre grazie al governo del rinvio.
Il vostro viaggio in Kazakistan per incontrare Alma Shalabayeva ha riacceso i riflettori sulla vicenda. 
Abbiamo chiesto di istituire una delegazione ufficiale alla Commissione Esteri della Camera, Cicchitto ha detto no e noi abbiamo fatto cinque biglietti aerei pagati con i nostri soldi, dopodiché siamo partiti. Abbiamo messo in piedi la diretta streaming con la Shalabayeva, qualcosa di incredibile. Una missione diplomatica che diventa trasparente, la politica che si apre. Abbiamo raccolto altri elementi per fare chiarezza sulla vicenda, siamo riusciti a parlare con tutti gli attori coinvolti, compreso il ministro degli Esteri kazako. Gli abbiamo detto che siamo la principale forza di opposizione italiana e alle prossime elezioni saremo al governo. Volente o nolente, doveva confrontarsi anche con noi.
La sentenza Mediaset e le nuove scosse per il governo. Quali sono le sue sensazioni per il dopo estate?
Bersani mi ha detto che è convinto che il Pd farà il suo dovere e farà sì che Berlusconi non sarà senatore. Io non mi fido e gli ho chiesto: “Sei convinto come eri convinto che avrebbero votato tutti per Prodi?”.
Il capogruppo Nuti vi ha inviato una lettera con la road map in caso di crisi. Legge elettorale e poi il voto, oppure un governo di emergenza che realizzi 5 punti cardine. Ma negate aperture.
Non è scritto da nessuna parte che dobbiamo fare qualcosa col Pd. La nostra lettera è un’apertura al Parlamento, vogliamo che questo governo cada il prima possibile perché sta rovinando l’Italia. Napolitano deve assumersi le sue responsabilità e io, fossi in lui, mi dimetterei. Qualora cadesse l’esecutivo e in caso di mancato scioglimento delle Camere, il Paese avrebbe bisogno non solo di una nuova legge elettorale, ma anche di misure emergenziali che i partiti non possono fare.
Qui entrate in gioco con i vostri punti cardine. 
Ci dessero il governo. Noi siamo liberi. Presenteremo al Parlamento una serie di punti chiave. Legge elettorale, conflitto d’interessi, legge sul finanziamento pubblico ai partiti, reddito di cittadinanza e misure straordinarie per le PMI come l’abolizione dell’Irap. Queste cose le farebbe il Parlamento con l’ausilio del governo. Non avremmo bisogno di alleati e insieme al Capo dello Stato troveremmo personalità adeguate. Detto ciò, noi dialoghiamo ma non ci alleiamo con chi ha distrutto l’Italia, non si parla con i partiti ma con i deputati. D’altronde Pd e Pdl sono uguali, forse il Pd ti prende meglio per il culo.
Ostruzionismo, battaglie notturne e “straordinari” in Commissione. Come valuta la vostra attività parlamentare?
Il primo periodo è stato il più difficile perché dovevamo conoscerci, fare i colloqui con i collaboratori, non avevamo un ufficio legislativo. Immagini un giocatore che si fa tutto il campo dribblando e poi arriva davanti alla porta sbagliando un gol fatto. Di errori ne abbiamo commessi, ma poco a poco abbiamo ingranato e sono due mesi che, in quanto opposizione, non sbagliamo un colpo.
È il deputato Cinque Stelle più in vista. Carismatico, richiesto da tutti. Molti la vedono leader.
La parola leadership non è brutta, ma da noi non c’è nessun capo. C’è chi sa parlare bene in pubblico e ha una leadership comunicativa, ma ci sono anche persone che sanno leggere un bilancio alla grande. Ognuno ha i suoi talenti, siamo tutti utili ma nessuno indispensabile. In futuro ci saranno altri Nuti, Sibilia e Di Battista. Eppure nella storia della Repubblica non c’è mai stato un gruppo parlamentare che ha espresso così tante leadership: ognuno di noi sta uscendo, tutti facciamo interventi in aula mentre nel Pd e Pdl parlano sempre gli stessi.
Ma anche nelle dinamiche interne un Di Battista emerge.
L’assemblea dei parlamentari M5s mi “cazzia” come “cazzia” chiunque altro. Noi stiamo esprimendo tante persone con altrettanti talenti. Alla fine di questa legislatura saremo ognuno competente nelle proprie materie, mentre nei partiti ci sono i capi e i premibottone.
Con la vostra strategia parlamentare non rischiate di condannarvi all’irrilevanza?
No. C’è una parte di me che è incazzata: avrei voluto cambiare l’Italia nel giro di cinque mesi ma non è possibile. Dall’altro lato la nostra presenza è determinante, ci stiamo incuneando all’interno delle falle del sistema. E non è un caso che Bersani e Monti siano defunti politicamente e Berlusconi sia stato condannato.
La sua consacrazione mediatica a Montecitorio si è avuta col discorso sui Marò. Sembrano passati secoli.
La situazione è in mano alla giustizia indiana. Da italiani ci auguriamo che non siano colpevoli e qualora vengano condannati faremo di tutto per far loro scontare la pena in Italia. Purtroppo la vicenda è stata gestita male prima, ora non possiamo interferire. Auspichiamo che il governo utilizzi tutti gli strumenti di ratifica del diritto internazionale per controllare che il processo sia corretto.
Se si tornasse a votare a breve, autunno o primavera, ci sarebbe?
Sì, vorrei lavorare un certo numero di anni nelle istituzioni, mi sentirei in dovere di portare avanti il lavoro iniziato. Ribadisco che questa non è la vita che voglio fare, è una parentesi in cui mi metto a disposizione della collettività e combatto per il popolo italiano. Voglio tornare a fare il mio mestiere.
Però un po’ ci ha preso gusto.
Meno di quanto sembra, sono orgoglioso di quello che stiamo facendo ma è molto faticoso. E non è una bella vita. Quando finiremo noi entreranno altri. La più grande rivoluzione è già compiuta: non è vero che il mestiere del deputato debba appartenere ad una èlite. Lo possono fare tutti: bastano determinazione, onestà e organizzazione.
Twitter: @MarcoFattorini

 http://www.linkiesta.it/di-battista-m5s#ixzz2bw7gb8GF

Sogno un Presidente che ami piu' l'Italia della real politik

Sogno un Presidente che ami piu' l'Italia della real politik, che sappia dire la cosa piu' semplice del mondo: e' indegno che un condannato per frode fiscale continui a fare politica. E invece nulla, nulla di nulla. Abbiamo un Presidente che parla troppo quando "ascoltare" la sovranita' del Parlamento dovrebbe essere la strada o che parla troppo poco quando un popolo di onesti (la maggior parte degli italiani) chiede soltanto un po' di rispetto per il decoro delle istituzioni. Con i delinquenti in Parlamento si deleggittima la Costituzione, le istituzioni, la stessa resistenza tanto cara a un Capo dello Stato che da comunista stalinista convinto oggi fa felici Cicchitto, Gasparri e la Gelmini. Ricordatevi, italiani onesti, chi sta davvero combattendo B. e il Berlusconismo che ormai pervade ogni "palazzo" e chi invece non fa altro che prolungare l'agonia di chi ha distrutto l'Italia. Ricordatevelo!

UNA GRANDE GIULIA GRILLO


martedì 13 agosto 2013

l'Italia non ha più un Presidente della Repubblica.

ù
da Riccardo Nuti | Secondo me l'Italia non ha più un Presidente della Repubblica. Come può un Presidente della Repubblica avallare delle riforme costituzionali derogando la Costituzione stessa?
Come può definire che questo Governo sta facendo cose importanti quando ha solo effettuato rinvii e i cittadini percepiscono il nulla da questa azione lodata da Napolitano?
Come può un Presidente della Repubblica chiedere a questo governo una riforma della giustizia? Un governo ricattato da un condannato per frode fiscale, un corruttore (vedi processo Mills), e con in corso altri processi, dovrebbe riformare la giustizia?
Un Presidente della Repubblica dovrebbe dire basta a queste indecenze e non incitarle!
FOTO STUPENDA CHE DA TANTE INTERPRETAZIONI
IO VEDO UN ANZIANO CHE SI NASCONDE DIETRO UN GIOVANE E LO STA PROTEGGENDO ..
ERA QUESTO CHE GRILLO VOLEVA  
UN GRUPPO DI GIOVANI CON TANTA ENERGIA E VOGLIA DI FARE  E
LORO LO STANNO FACCENDO PROPRIO BENE
GRAZIE A TUTTI SIETE GRANDIOSI 

NAPOLITANO APRE UNO SPIRAGLIO A SILVIO


7 SETTEMBRE 2013 TUTTI A ROMA !!


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