venerdì 20 settembre 2013

Alessandro Di Battista; Sono schifato


L’Italia muore e i media, tutti, si occupano del ladruncolo di Arcore. Sono schifato. Vorrei che fosse fatta chiarezza sull’MPS, sulla trattativa stato-mafia, sui palazzinari napoletani, sull’aeroporto di Herat. Vorrei che ci si dedicasse alla guerra in Afghanistan, alle misure di lotta alla grande evasione per ottenere risorse da investire nel reddito di cittadinanza e nella riqualificazione delle aziende in crisi. Vorrei che ci si occupasse dei diritti civili, della costruzione della pace e della solidarietà, della socializzazione delle imprese, magari cominciando dalle fabbriche di ceramica di Civita Castellana, tutte in crisi per via della smania di profitto di qualcuno e della globalizzazione senza regole. E invece nulla, si aspetta con ansia un videomessaggio di un uomo politicamente morto, defunto, sepolto. Un uomo che sta solo cercando (e ritengo che l’otterrà, ma spero di sbagliarmi) l’onore delle armi in attesa di preparare la strada alla figlia milanese o al “figlioccio” giovane e fiorentino. Io non ne posso più, e mi fa paura il livello di bassezza culturale nel quale è finito il nostro paese. Morto B. restano le macerie, resta il berlusconismo, restano le rovine di un Paese dove ormai la meritocrazia è soltanto un sostantivo, dove l’illegalità è la normalità, dove “copiare, per passare un esame, è sempre la strada privilegiata”. C’è da rimboccarsi le maniche, occorre seminare coscienti del fatto che forse solo i nostri figli raccoglieranno i frutti del cambiamento, occorre iniziare ad interessarci di Politica, la più alta attività che un essere umano possa fare. Nonostante il letame che ci circonda ormai da 20 anni e ci impedisce di respirare da cittadini liberi io vedo una speranza, la sento scorrere sulla pelle, passa sotto la rassegnazione come farebbe un foglio di carta con una splendida poesia sotto una porta blindata. Ieri sera ho partecipato alla consueta “cena del lunedì”, è stata una discussione eccellente. Eravamo parecchi e non abbiamo quasi mai nominato il mariolo brianzolo. Questo mi da speranza, sarò un sognatore ma credo fermamente che la strada sia lunga, lunghissima ma sia giusta. B. è morto, Bersani finito, Monti scomparso e io, pur non sentendomi troppo bene, vedo una luce in fondo al tunnel. A riveder le stelle!

giovedì 19 settembre 2013

Amato lascia la poltrona in Deutsche Bank e forse la prende il genero


18 sett -Giuliano Amato è stanco. Troppe poltrone, troppo lavoro per il “Dottor Sottile”. Così per occupare più comodamente lo scranno della Corte Costituzionale Amato ha lasciato una poltrona. Amato che lascia una poltrona, comunque, è una notizia. L’ex premier si è auto-sollevato dal suo incarico di advisor della Deutsche Bank in Italia. Un’attività che svolgeva dal 2010. Ma il Dottor Sottile, per la precisione, avrebbe “rotto” con l’istituto durante l’estate, prima che arrivasse la notizia del suo trasferimento alla Consulta. Ora il colosso teutonico ha un vuoto da colmare, una poltrona da assegnare (e l’Italia, dopo la Germania, è il principale mercato di Deutsche Bank).
Poltrona per il genero -  L’istituto di credito, tra gli altri, è advisor di Finmeccanica per la vendita della controllata Ansaldo Energia. Insomma Deutsche Bank ha interessi enormi nel nostro Paese. Serve un uomo di fiducia per controllare il mercato italiano. Chi può sostituire Giuliano Amato? Semplice, suo genero. Secondo alcune indiscrezioni in pole position per la poltrona di advisor c’è proprio il genero dell’ex premier,Federico Merola.
Secondo quanto racconta La Notizia, Merola è il candidato numero uno per il vecchio posto del suocero. Merola, ex dirigente dei costruttori dell’Ance, vanta un posto nel consiglio di amministrazione della Invimit, la sgr del Tesoro che dovrebbe portare avanti un piano di valorizzazioni e dismissioni immobiliari su cui il governo Letta punta molto per fare cassa. (I.S.)
http://www.imolaoggi.it/2013/09/18/amato-lascia-la-poltrona-in-deutsche-bank-e-forse-la-prende-il-genero/

CARLO SIBILIA (M5S) è ormai il NIGEL FARRAGE italiano? ASCOLTATELO!


Camera: Federico D'Incà è il nuovo vicecapogruppo



 L'assemblea dei deputati M5S alla Camera dei Deputati ha eletto Federico D'Incà nuovo vice capogruppo.
Federico, bellunese e attivista M5S di lungo corso, diventerà poi capogruppo fra tre mesi, alla scadenza del mandato di Alessio Villarosa.
 

“oggetto di arredamento del potere”


Tra tutte le critiche ridicole che ho sentito levarsi contro Beppe Grillo negli ultimi tempi, la più fantasiosa, e per certi versi spettacolare, è quella di coloro che asseriscono che le rimostranze espresse sul blog al Presidente della Camera sarebbero espressione di misoginia. Tra queste spiccano ovviamente quelle di Luigi Zanda del Pdmenoelle e della stessa Laura Boldrini. Sarebbero tutte le donne a doversi sentire offese! Il motivo? Grillo l’avrebbe definita “oggetto di arredamento del potere”.

A parte che chi conosce Beppe sa perfettamente che definirlo maschilista è ridicolo e che il MoVimento 5 stelle è stata la forza politica che più ha contribuito a riequilibrare in questa legislatura la sproporzione numerica tra uomini e donne, ritengo quantomeno scorretto che la Presidente della Camera rigiri ogni critica politica in un attacco di genere. Quello che lamentiamo, e lo facciamo tutti nel MoVimento 5 stelle, è che nella conduzione d’Aula, la Presidente abbia dimostrato in alcuni frangenti un’attenzione particolare a salvaguardare i buoni rapporti interni alla maggioranza, una maggioranza che è il “potere” di cui parla Grillo. La Presidente della Camera ha ovviamente tutti gli interessi che questa legislatura duri il più possibile, è per molti versi comprensibile. Ma va detto che non sempre l’opposizione si sente tutelata nei suoi diritti ed ha il dovere di dirlo. Che questo sia scambiato come un’offesa di genere è segno della totale schizofrenia in cui è sprofondato il dibattito pubblico. Inoltre utilizzare strumentalmente ed impropriamente l’accusa di pregiudizio è il modo migliore per far perdere di significato questa parola.

Proprio oggi abbiamo votato l’omofobia e dev’essere chiaro a tutti: quando si parla di discriminazione, si intende che un comportamento lesivo nei confronti di un individuo è dovuto esclusivamente ad un suo carattere fisico, ad una scelta sessuale o ad un particolare credo o convinzione. Laura Boldrini è stata criticata per quello che fa non per quello che è e sono convinta che la stessa frase sarebbe stata essere attribuita ad un uomo, se un uomo si fosse comportato, da Presidente della Camera in ugual modo.

La giornata è stata faticosa. Stasera ho rilasciato un’intervista a Radio Capital che spero sarà online a breve. Domani, invece, sarò in diretta a partire dalle 9 a radio 24. Poi mi aspetta la delega fiscale, aspettando la discussione in Aula che avverrà la prossima settimana.

Per stasera passo e chiudo!

Buona serata a tutti!

Carla

Beppe Grillo: Equitalia va abolita


Equitalia va abolita. E' indirettamente la responsabile della chiusura di centinaia se non migliaia di aziende in Italia. E' un carrozzone da 8.000 dipendenti che elargisce 500 milioni di stipendi, ha perdite cumulate per 40 milioni. E' un surrogato dell'Agenzia delle Entrate ed è un Spa. L'Spa deve fare utili. L'Agenzia delle Entrate che deve controllare e verificare le tasse dei cittadini non deve fare utili! Io voglio un rapporto sincero e onesto con l'Agenzia delle Entrate, che mi dica quanto devo pagare. Lo pago e poi non mi deve più rompere i coglioni

Cittadini, vi prego, alzate la testa


Un uomo che ammorba l'Italia da oltre 20 anni.
Una classe politica complice e schiava della sua presenza, a destra quanto a sinistra.

Ma le cose sconvolgenti sono due:
- l'assoluto silenzio ed allineamento della pseudo destra (anche nella mia Andria) che davvero qualifica questi personaggi dai quali sono e sempre sarò fieramente lontano;
- l'indolenza assoluta dei cittadini italiani che assorbono tranquillamente questa ulteriore bordata di un delinquente che tiene in scacco una intera nazione per i suoi interessi e problemi.

Cittadini, vi prego, alzate la testa.
Cominciamo ad indignarci, a reagire, a smetterla di subire passivamente le angherie di questa classe politica.

Cominciamo, ritorniamo, a parlare di politica, di futuro, del futuro di tutti noi.
Una comunità come quella andriese, nella quale mi onoro di vivere, è davvero indicativa di quello che sta accadendo in Italia. Non possiamo alzare la testa solo quando toccati nei nostri interessi. Non possiamo più delegare ad alcuno il nostro futuro.
Partecipare attivamente alla vita sociale e tornare a dedicare un po' del proprio tempo alla comunità. Facciamo questo e la rivoluzione culturale sarà lenta ma inesorabile.

...a riveder le stelle!

Mamma uccide il figlio di 5 anni e lo fa a pezzi per mangiarlo: Egitto sotto cho

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