mercoledì 31 luglio 2013
martedì 30 luglio 2013
"BERLUSCONI, INTERDIZIONE RIDOTTA A 3 ANNI". IL PG DI CASSAZIONE FA LO SCONTO A SILVIO
ROMA - Iniziata in Cassazione l'udienza per il processo che vede imputato Silvio Berlusconi. Il pm: "Le passioni restino fuori dall’aula". Il pg della Cassazione Antonio Mura, a parte la rideterminazione a tre anni dell'interdizione dai pubblici uffici per Berlusconi, ha chiesto per il resto il rigetto dei ricorsi presentati dallo stesso Berlusconi e dagli altri imputati.
"INTERDIZIONE RIDOTTA A 3 ANNI" La pena accessoria dell'interdizione per cinque anni dai pubblici uffici nei confronti di Silvio Berlusconi deve essere ridotta a tre anni: lo ha chiesto il sostituto procuratore generale della Cassazione Antonio Mura. COPPI: "L'INTERDIZIONE ERA UN ERRORE" L'interdizione dai pubblici uffici per cinque anni per Silvio Berlusconi «era un errore palese». Così l'avvocato Franco Coppi ha risposto ai giornalisti che gli chiedevano se fosse soddisfatto della richiesta di rideterminazione della pena accessoria da parte del pg sul caso Mediaset. IL PG: "LE PASSIONI FUORI DALL'AULA" "Questo è un processo carico di aspettative e che suscita passioni ed emozioni esterne che sono manifestazione del libero dibattito e della vita democratica, ma aspettative e passioni devono rimanere confinate fuori dallo spazio dell'Aula giudiziaria" - dice il sostituto procuratore generale della Cassazione, Antonio Mura. "Posso senz'altro affermare - ha aggiunto Mura - che dall'osservazione delle modalità di svolgimento di questo processo le regole di legge sono state rispettate e non c'è contrasto con i principi del giusto processo". IL PG: "LE CONDANNE VANNO CONFERMATE" Al termine della sua requisitoria il sostituto procuratore generale della Cassazione, Antonio Mura ha chiesto al collegio di confermare la condanna per gli imputati, tra cui appunto l'ex premier. Nella vicenda Mediaset, ha concluso il magistrato, "sono presenti tutti gli elementi costitutivi della fattispecie di reato di frode fiscale ascritta agli imputati". In particolare quanto alla posizione di Silvio Berlusconi, nelle sue conclusioni Mura sottolinea che l'ex premier "è stato l'ideatore del meccanismo di frode fiscale" al centro del processo sulla compravendita di diritti tv Mediaset. I LEGALI DI BERLUSCONI: "NESSUNA RICHIESTA DI RINVIO" I legali di Berlusconi: «Domani sera o più probabilmente giovedì potrebbe esserci la decisione della Cassazione» sul processo Mediaset ha detto Coppi, in una pausa dell'udienza del processo Mediaset in corso in Cassazione. Iniziato in Cassazione il processo in cui Silvio Berlusconi - per l'accusa di frode fiscale (poco più di 7 mln evasi nel 2002 e nel 2003) - è stato condannato in primo e secondo grado a quattro anni di reclusione, tre dei quali coperti da indulto, e a cinque anni di interdizione dai pubblici uffici. Giudicati anche il produttore statunitense Frank Agrama, oltre a due ex manager. Un processo cui guarda la politica, perchè dall'esito potrebbero aversi ripercussioni sul governo. Il titolo scatta in borsa in attesa della sentenza. |
Lettera aperta al simpatizzante “Grillino”
Lettera aperta al simpatizzante “Grillino”
Qualsiasi simpatizzante ha nei confronti del Movimento un potenziale altissimo: quello di una unità, di un voto capace di poter dare una svolta politica vera e libera al nostro Paese.
Il suo valore, caro Grillino, è infatti tale e quale a quello di un qualsiasi altro attivista o simpatizzante, che possa chiamasi Marina, Beppe Grillo o Roberto Casaleggio.
Lei ha fatto e può fare tantissimo: oltre ad aver contribuito all’eccezionale successo delle ultime elezioni politiche, potrà partecipare alla costruzione e all’organizzazione di un Movimento nato di recente e che si pone come obiettivo primo quello di rifondare “ex novo” la politica di un Paese, giunta ormai al capolinea. Una politica che ha disatteso spudoratamente la più volte espressa volontà popolare, come nelle ultime elezioni e nei diversi referendum a cui si è sempre scientemente tergiversato. Una politica che, dopo quasi 70 anni dalla nascita della Repubblica, ha fondato e radicato una casta e una subcasta (quest’ultima cresciuta ed arricchitasi di pari passo con la prima), tanto attaccate al privilegio quanto ricompattatesi di fronte al nemico comune rappresentato da “Grillo” e dal “Movimento Cinquestelle”.
Lo so, Lei è stato deluso come Me da “quell’atteggiamento di chiusura” da parte dell’attivista di provincia impegnato piuttosto a difendere “il suo piccolo orticello”, preoccupato a difendersi dalle “invasioni barbariche” o piuttosto “a metterci la faccia”.
Lo so, Lei è stato deluso da quelli che Io definisco i “giuda del Movimento”, coinvolti dopo le elezioni nella questione “diaria” o impegnati nel ricercare il giusto pretesto per poter passare il prima possibile dalla parte della casta.
Lo so, come Me, Lei è stato deluso, dall’isolamento e dall’inerzia a cui hanno costretto i nostri portavoce in Parlamento.
Quello che mi preme è infatti rassicurarLa: nonostante le larghe intese, i soccorsi sopraggiunti dalle parentele all’occorrenza, la casta sta morendo di paura. Quella paura che si possa arrivare a una vera e sana democrazia partecipativa, rendendo vani gli sforzi diretti a desautorare buona parte dei poteri della tanto decantata “Repubblica democratica” e diretti a prendersi gioco del 66% della popolazione.
Ma quello che Le chiedo, caro Grillino, è di riporre ancora fiducia nel Movimento, di venire e partecipare in prima persona come sto facendo Io.
Potrà Lei stesso contribuire a dare una svolta, proporre un’organizzazione adeguata: la rivoluzione è appena iniziata, sarà unica e irripetibile. E soprattutto sarà pacifica.
E’ necessario inoltre che Lei si rivolga a Colui che (circa il 25 % degli elettori italiani) non è andato a votare alle ultime elezioni politiche, invitandolo a “crederci ancora”. Perché Beppe Grillo, i portavoce in Parlamento, i tanti attivisti impegnati a “metterci la faccia” non sarebbero nessuno senza il Suo primo e fondamentale sostegno.
Abbiamo bisogno del contributo di Chiunque voglia unirsi e si ponga con onestà e buona fede alla costruzione di una “macchina” capace di affrontare le varie problematiche e dare risposte anche agli incidenti di percorso. Per far questo, è utile che sia disposto a non delegare nessun altro che possa interessarsi per Lei.
Grazie di cuore.
Roberto Fico risponde alla Boldrini sui costi della politica
La Presidente della Camera Boldrini afferma che la politica gratis è una pessima idea, un modello da non inseguire, capace solo di far guadagnare titoli sui giornali.
Pessima idea? Forse sarebbe necessaria una riflessione più profonda sull'argomento e soprattutto sarebbe importante chiarire cosa si intende quando si parla di “politica gratis”, ovvero di politica a costo zero.
Da un lato ci sono i COSTI DELLA POLITICA. Parliamo di stipendi ai parlamentari che sono ben al di sopra di quelli di altri Paesi europei e che dovrebbero essere parametrati al reddito medio dei cittadini italiani.
Parliamo di un uso spropositato delle auto blu. Parliamo di rimborsi elettorali che non dovrebbero esistere, dato che nel ‘93 i cittadini si sono espressi in modo molto chiaro a riguardo dicendo no al finanziamento pubblico ai partiti. Ma la loro volontà, manifestata in modo democratico, è stata calpestata.
Ancora, parliamo di risorse sperperate dai consigli regionali, di reti clientelari infinite, di società a capitale pubblico che assorbono denaro senza offrire alcun tipo di servizio alla collettività. Tutto questo è fuori controllo e dovrebbe essere tagliato.
Dall'altro lato ci sono i COSTI DELLA DEMOCRAZIA, che sarebbe impensabile abolire, ma che sarebbe opportuno razionalizzare. C’è una macchina che deve funzionare, ci sono persone che lavorano e servizi indispensabili che devono poter essere ripagati.
Ma stiamo parlando di costi ragionevoli, di ordinaria amministrazione, e non degli assurdi sprechi a cui la classe politica ci ha abituati negli anni.
Inoltre, in un momento in cui il Paese soffre, la politica dovrebbe dare l’esempio senza troppo indugiare. E dovrebbe tagliare il surplus. La Presidente Boldrini ha rinunciato al 30% della sua indennità aggiuntiva. La inviterei ad essere più coraggiosa e a ripensare il rapporto tra i costi della democrazia e quella della politica.
Pessima idea? Forse sarebbe necessaria una riflessione più profonda sull'argomento e soprattutto sarebbe importante chiarire cosa si intende quando si parla di “politica gratis”, ovvero di politica a costo zero.
Da un lato ci sono i COSTI DELLA POLITICA. Parliamo di stipendi ai parlamentari che sono ben al di sopra di quelli di altri Paesi europei e che dovrebbero essere parametrati al reddito medio dei cittadini italiani.
Parliamo di un uso spropositato delle auto blu. Parliamo di rimborsi elettorali che non dovrebbero esistere, dato che nel ‘93 i cittadini si sono espressi in modo molto chiaro a riguardo dicendo no al finanziamento pubblico ai partiti. Ma la loro volontà, manifestata in modo democratico, è stata calpestata.
Ancora, parliamo di risorse sperperate dai consigli regionali, di reti clientelari infinite, di società a capitale pubblico che assorbono denaro senza offrire alcun tipo di servizio alla collettività. Tutto questo è fuori controllo e dovrebbe essere tagliato.
Dall'altro lato ci sono i COSTI DELLA DEMOCRAZIA, che sarebbe impensabile abolire, ma che sarebbe opportuno razionalizzare. C’è una macchina che deve funzionare, ci sono persone che lavorano e servizi indispensabili che devono poter essere ripagati.
Ma stiamo parlando di costi ragionevoli, di ordinaria amministrazione, e non degli assurdi sprechi a cui la classe politica ci ha abituati negli anni.
Inoltre, in un momento in cui il Paese soffre, la politica dovrebbe dare l’esempio senza troppo indugiare. E dovrebbe tagliare il surplus. La Presidente Boldrini ha rinunciato al 30% della sua indennità aggiuntiva. La inviterei ad essere più coraggiosa e a ripensare il rapporto tra i costi della democrazia e quella della politica.
INTERVISTA A LUIGI DI MAIO
Ieri io, Alessandro Di Battista e Alessio Villarosa siamo usciti da Montecitorio per salutare i cittadini che si erano riuniti per ringraziarci delle 53 ore consecutive di aula a difesa della Costituzione.
Ecco il video dell'intervista rilasciata al Fatto Quotidiano ---> |
esenzione Irap per chi assume almeno 5 giovani disoccupati: PDL e PD votano contro!!
Marialucia Lorefice "Cittadina a 5 Stelle"
Decreto #Lavoro, esenzione #Irap per chi assume almeno 5 giovani disoccupati: PDL e PD votano contro!!
64 i voti a favore all'emendamento del Movimento 5 Stelle, 200 contrari: Pdl, Pd, Monti contro la defiscalizzazione per le imprese che assumono "Il Pdl si riempie la bocca tutti i giorni di tutela delle nostre imprese e defiscalizzazione per chi assume giovani senza lavoro. Li abbiamo messi alla prova. Bene, anzi malissimo: a parte 2-3 dissidenti dal gruppo Pdl, tutto il partito berlusconiano, Pd e montiani hanno bocciato il nostro emendamento che stabiliva 'che nel caso di assunzione di almeno cinque lavoratori disoccupati da almeno 6 mesi tra i 18 e 29 anni per i quali spettava l'incentivo, il datore di lavoro veniva esentato dall'IRAP per ciascuno degli anni di imposta in cui gli incrementi occupazionali raggiunti con la quinta assunzione vengono mantenuti" Così Sergio Puglia, parlamentare al Senato del Movimento 5 Stelle commenta il voto sfavorevole del Senato all'emendamento 1.219 presentato dal gruppo parlamentare a 5 stelle sul decreto Lavoro." "Il risultato delle votazioni parla chiaro a favore dell'emendamento del M5S hanno votato solo 64 senatori, 200 i contrari" continua Puglia. "La copertura era assicurata con un aumento dal 26% al 27% della tassazione sulle rendite da capitale per i grandi patrimoni"
Vale Con MI RICORDO CHE NE PARLAVA BERLUSCONI, DISSE CHE VOLEVA FAR ASSUMERE GIOVANI SENZA FAR PAGARE TASSE PER I PRIMI 3 ANNI, ADESSO VOTANO CONTRO, SOLO BUGIE HA SEMPRE DETTO SOLO BUGIE ED I CRETINI LO HANNO VOTATO
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