venerdì 27 settembre 2013

Alessandro Di Battista; La Presidente Sereni, la Deputata piu' faziosa e ignorante VIDEO

I GIOCHETTI DEI PARLAMENTARI PER NON FAR PARLARE IL M5S ,TOGLIERE L'AUDIO


La Presidente Sereni, la Deputata piu' faziosa e ignorante (nel senso che ignora regole, comportamenti e principi democratici) del Parlamento continua arbitraramente a utilizzare due pesi e due misure in aula. Guardate il video del collega Manlio Di Stefano - M5S. Ma non arrabbiatevi, godete, i giochetti della Sereni sono dimostrazioni che il lavoro che stiamo facendo li fa impazzire! Sul finanziamento pubblico le chiecchere stanno a zero, come dice Manlio il M5S ha gia' fatto quello che i Partiti dicono che faranno con questa legge in discussione entro, forse, il 2017! Ipocriti e ladri, perche' chi non rispetta il referendum del 93' e' un ladro che ruba nelle tasche dei cittadini nonostante il loro voto. Rispettate i referendum buffoni!

DI STEFANO MANLIO: "nessuno potrà mai attaccare il M5S"

LUIGI DI MAIO; LETTA DEVE VENIRE ALLE CAMERE



Le dimissioni degli ultimi due Presidenti del Consiglio (Berlusconi e Monti) sono state presentate senza che in Parlamento si verificassero neanche i numeri effettivi per la sfiducia. Furono decisioni prese nelle segrete degli uffici di Palazzo Chigi o del Quirinale, o forse a Bruxelles, che si basavano semplicemente sulle dichiarazioni dei "capi-bastone" di partito o peggio ancora sull'indice dello spread (una follia).

La centralità del Parlamento deve essere assicurata in questa fase di disgregazione dei partiti. Gli italiani devono sapere chi voterà per la fiducia a Letta e chi no. Io voglio vedere nel Pd e nel Pdl chi vuole mandare a casa questo Governo e chi invece vuole tenersi la poltrona. Le dichiarazioni dei segretari non contano più nulla, sono lo scudo dietro cui si nasconderanno quelli che volevano tenersi la poltrona ma non hanno potuto votare (lo abbiamo visto al Senato con la sfiducia a Prodi nel 2008). Il Pdl è spaccato e alla prova dei voti il risultato non è per niente ovvio. Qualcuno del Pd potrebbe avere un moto di dignità e staccare la spina (la speranza è l'ultima a morire).

Spero che che all'incontro con il Presidente della Repubblica, Letta sia inviato alle Camere per una verifica. Lo aspettiamo alla prova dei voti. L'unica cosa che conta. Sarà un piacere!
 

NICOLA MORRA ; MERITI E COLPE ;VIDEO

Al termine del suo mandato da Capogruppo M5S al Senato, Nicola Morra ci racconta cosa è successo in questi ultimi mesi in Parlamento. Facciamo due passi con lui.


Riccardo Fraccaro (M5S): "Vergognoso essere orgogliosi del finanziamento pubblico" video

Due terzi del Parlamento sono ancora composti dai vecchi partiti. Con la loro malafede, il loro immobilismo e la loro solita incapacità di osare.
L'altro terzo siamo noi del Movimento 5 Stelle: mentre ieri tutta l'Italia parlava delle dimissioni dei Parlamentari Pdl e di un dannato spot della Barilla (dal quale sembra dipendano le sorti del Paese), noi cercavamo di fermare questa Legge sui rimborsi elettorali, con la quale i partiti si stanno per assicurare altri 180 milioni di euro. In aperta violazione del referendum del 1993. La discussione in aula continua martedì. SVEGLIA!

giovedì 26 settembre 2013

26/9/2013 Alessio Villarosa, M5S Una buffonata le dimissioni Pdl a Radio24


Alessio Villarosa, M5S Una buffonata le dimissioni Pdl 
26/9/2013 Carlo Sibilia "Partiti Sciacquatevi la bocca 

26/9/2013 Luigi Di Maio la relazione dei saggi

MOLTI HANNO PAURA CHE SE DOVESSE VINCERE IL M5S NON ABBIANO GLI UOMINI ADATTI PER GOVERNARE ,QUESTO NON E VERO,SONO GIA'  PRONTI
LUIGI DI MAIO STA SPIEGANDO CHE ANCHE I COSIDETTI POLITICI ESPERTI  CHE   PAGHIAMO SALATO CHIEDONO CONSIGLI A PAGAMENTO AI  CISIDETTI  SAGGI E VENGONO PAGATI ANCHE SE NON LAVORANO
CON IL M5S L'ITALIA HA LA SPERANZA  DI RIUSCIRE
A USCIRE DA QUESTO STALLO DOVE I POLITICI
RIESCONO SOLO A AUMENTARE E FARE NUOVE TASSE PER CHI NON HA PIU' NIENTE
CI SONO ALTRE ALTERNATIVE

Missioni all’estero nei paesi poveri. La Procura di Roma indaga e scopre uno scandalo milionario


Lavorare in Cina per 44 giorni e tornare in Italia con 70 o 80 mila euro sul proprio conto corrente. E’ possibile grazie alle risorse pagate dal Governo in favore dei poveri.  Qualche mese fa in parlamento ci si stracciava la vesti per il taglio ai fondi della cooperazione allo sviluppo. Per poi approvarli con la benda sugli occhi.

Ed è così che dalla Farnesina partivano esperti in missione all’estero. E i costi? Molto alti. Partono, come riporta il Fatto Quotidiano, dai cinquecento euro per finire ai mille euro al giorno. Lo Stato a questo settore destina poche risorse.
Negli ultimi anni infatti sono stati tagliati i contributi diretti dell’80%, e sono stati chiusi anche molti uffici anche con finanziamenti già erogati. Le Regioni aspettano da anni di vedersi restituire milioni di euro anticipati come crediti d’aiuto. Le Ong a corto di fondi richiamano i volontari. Gli uffici tecnici per la cooperazione all’estero chiudono.
A Roma però accade che vanno e vengono come il nulla stormi di consulenti pagati a peso d’oro.  Il quadro missioni della Direzione Generale parla chiaro: esiste un professore di economia da inviare per quattro mesi in Ghana dove il 28% della popolazione vive sotto la soglia di povertà di 1,25 dollari. A lui però verranno dati 70 mila euro per svolgere non meglio precisare attività di supporto privato.
Scorrendo meglio troviamo che un capo progetto che lavora in Senegal, Paese dal reddito pro capite di due dollari al giorno, ottiene per un anno di lavoro 180 mila euro. In pratica il denaro per acquistare un appartamento nuovo di zecca. Un forestale che va a lavorare in Mozambico invece prende 11- 12 mila euro al mese.
Il problema principale è che esperti non si diventa ma si viene nominati. Ad attribuire gli incarichi ci sono gli Uffici della Dgcs, la direzione che coordina, gestisce e realizza tutte le attività internazionali dello Stato italiano dirette al sostegno dei paesi in via di sviluppo: ospedali, scuole, strade, interventi umanitari d’emergenza tutti finanziati con fondi italiani.
Come si diventa allora esperti? La figura nasce con la legge n. 49/1987, quella che a parole tutti i governi vorrebbero riformare (compreso quello attuale) e poi mollano il colpo. Esordisce come “legge speciale”, tale cioè da derogare le applicazioni giuridico-finanziarie imposte dalla contabilità generale dello Stato, le norme su assegnazione di incarichi, trasparenza e la tracciabilità dei flussi finanziari. Da qui sembra discendere anche la discrezionalità di selezionare chi inviare in missione come “personale di supporto e assistenza tecnica”.
Ce ne sono di due tipi: quelli assunti presso le Unità tecniche centrali e quelli esterni. I primi sono stati inizialmente inseriti a termine con contratti individuali di diritto privato e retribuzioni lorde fino ai 73mila euro che possono arrotondare con le missioni all’estero. La loro carriera da professionisti privati è finita nel marzo 2012 atterrando sul velluto della previdenza pubblica: i contratti sono stati trasformati a tempo indeterminato, nonostante l’età media di 63 anni. Fino al 2011 gli esperti Utc non erano pensionabili e non era raro incontrare ultraottantenni che ancora operavano negli uffici della Farnesina.Però qualcuno è riuscito a farne un vero e proprio mestiere anno dopo anno. Utilizzando il sistema delle missioni brevi o lunghe ha girato il mondo e messo via una bella somma di denaro.
Conoscere i nomi non è affatto facile. Infatti nell’area trasparenza del sito della Dgcs c’è una sezione incarichi ma è ferma a due anni. Non riporta curriculum e motivo dell’incarico. Arginare la discrezionalità delle assegnazioni e aprire il più possibile la partecipazione alle selezioni tre anni fa è diventato un obiettivo fondamentale. Sono stati messi alcuni paletti ed è stata valorizzata l’esperienza sul campo.
Perché nel frattempo, attraverso un’indagine della Procura di Roma, si è scoperto che non tutti gli esperti sono onesti. Ventinove di loro dichiaravano residenze fittizie in Italia per intascare indennità da 150-390 euro al giorno cui non avevano diritto perché regolarmente residenti nei paesi di destinazione.
Si andava da compensi tra i 10mila e gli oltre 300mila euro, frutto di varie missioni cumulate.
Una storia di cui ormai gli italiani non si meravigliano più. Anche perché nel 2012 siamo riusciti a spendere 1,3 miliardi affidando 300mila incarichi. Ma ancora non si era arrivati a perlustrare il fondo della Repubblica delle consulenze: far soccorre chi campa con un dollaro da consulenti privati che paga anche mille volte di più. Col paradosso che un giorno di missione in meno riempie la pancia a migliaia di disperati.
 http://www.infiltrato.it/politica/missioni-all-estero-nei-paesi-poveri-la-procura-di-roma-indaga-e-scopre-uno-scandalo-milionario

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