giovedì 5 settembre 2013
GIU' LE MANI DALLA COSTITUZIONE
Come deve essere forte il popolo italiano. Il popolo vero.
Quello che non fa speculazione finanziaria, quello che non può vivere di rendita. Quello che se non paga 100 lire di tasse si trova la cartella di equitalia nella buca della posta. Come deve essere dignitoso l'ITALIANO costretto a portare la propria famiglia a mangiare alle mense caritas perché la propria azienda è stata stritolata dalla crisi. Come deve essere dignitosa la nonnina ITALIANA che, colta in flagrante a rubare una mela al mercato, dichiara che lo ha fatto perché non aveva più soldi per mangiare.
Quanto dobbiamo essere forti perché, con tutti i problemi che abbiamo, stiamo sempre a gettare il cuore oltre l'ostacolo.
Quanto dobbiamo essere forti perché calmi, quando questi partiti INFAMI ci costringono oggi a raccogliere tutte le forze, quelle poche rimaste, per difendere il nostro unico baluardo di unione, ciò che ci rende nazione, la nostra COSTITUZIONE.
Quanto sono VIGLIACCHI questi partiti che approfittano del nostro calo di DIFESA per colpire la nostra sovranità al cuore.
Certo la tentazione è tanta. E la capisco. Quella di mandare tutti al diavolo, "Maledetti voi e la costituzione, abbiamo bisogno del minimo indispensabile, non possiamo occuparci di questioni di principio. Abbiamo fame! "
Mi addormento la notte sentendovelo gridare! E vi comprendo.
Ed è per questo che sono fiero di essere italiano e di obbedire ai dettami della costituzione perché è questo che mi lega a te che stai leggendo.
Il nostro essere italiani si fonda su questo.
Gli articoli della costituzione sono 139 e si sostengono tra loro come una comunità.
L'articolo 138 è la chiave di volta. Tolto quello crolla tutto.
Se si modificano le regole del gioco, allora non si gioca più.
Se BARANDO, con un gioco SPORCO, si modifica il principio che sta alla base del nostro essere POPOLO, del nostro essere COMUNITA', allora crollano tutti i nostri 150 anni di bella e gloriosa, ma a volte affannosa e dolorosa STORIA.
Per questo sono fiero di essere italiano perché lo so che il 6-7-8 settembre in 138 piazze (...e più) del nostro paese ognuno farà la sua parte.
Noi in parlamento, voi per le strade, ci batteremo per difenderla : la Costituzione e l'Italia.
Le riforme costituzionali per essere attuate prevedono un largo consenso, una visione comune delle forze politiche del paese. Lunga visione, non larghe intese o inciuci.
Oggi PD e PDL si accoltellano sui giornali e poi si abbracciano alle nostre spalle.
Io non voglio che la costituzione venga modificata da questa manica di TRADITORI che hanno svenduto il nostro paese per 30 denari. Io non voglio e gli italiani non vogliono.
Giù le mani dalla costituzione. Fino alla fine !
Quello che non fa speculazione finanziaria, quello che non può vivere di rendita. Quello che se non paga 100 lire di tasse si trova la cartella di equitalia nella buca della posta. Come deve essere dignitoso l'ITALIANO costretto a portare la propria famiglia a mangiare alle mense caritas perché la propria azienda è stata stritolata dalla crisi. Come deve essere dignitosa la nonnina ITALIANA che, colta in flagrante a rubare una mela al mercato, dichiara che lo ha fatto perché non aveva più soldi per mangiare.
Quanto dobbiamo essere forti perché, con tutti i problemi che abbiamo, stiamo sempre a gettare il cuore oltre l'ostacolo.
Quanto dobbiamo essere forti perché calmi, quando questi partiti INFAMI ci costringono oggi a raccogliere tutte le forze, quelle poche rimaste, per difendere il nostro unico baluardo di unione, ciò che ci rende nazione, la nostra COSTITUZIONE.
Quanto sono VIGLIACCHI questi partiti che approfittano del nostro calo di DIFESA per colpire la nostra sovranità al cuore.
Certo la tentazione è tanta. E la capisco. Quella di mandare tutti al diavolo, "Maledetti voi e la costituzione, abbiamo bisogno del minimo indispensabile, non possiamo occuparci di questioni di principio. Abbiamo fame! "
Mi addormento la notte sentendovelo gridare! E vi comprendo.
Ed è per questo che sono fiero di essere italiano e di obbedire ai dettami della costituzione perché è questo che mi lega a te che stai leggendo.
Il nostro essere italiani si fonda su questo.
Gli articoli della costituzione sono 139 e si sostengono tra loro come una comunità.
L'articolo 138 è la chiave di volta. Tolto quello crolla tutto.
Se si modificano le regole del gioco, allora non si gioca più.
Se BARANDO, con un gioco SPORCO, si modifica il principio che sta alla base del nostro essere POPOLO, del nostro essere COMUNITA', allora crollano tutti i nostri 150 anni di bella e gloriosa, ma a volte affannosa e dolorosa STORIA.
Per questo sono fiero di essere italiano perché lo so che il 6-7-8 settembre in 138 piazze (...e più) del nostro paese ognuno farà la sua parte.
Noi in parlamento, voi per le strade, ci batteremo per difenderla : la Costituzione e l'Italia.
Le riforme costituzionali per essere attuate prevedono un largo consenso, una visione comune delle forze politiche del paese. Lunga visione, non larghe intese o inciuci.
Oggi PD e PDL si accoltellano sui giornali e poi si abbracciano alle nostre spalle.
Io non voglio che la costituzione venga modificata da questa manica di TRADITORI che hanno svenduto il nostro paese per 30 denari. Io non voglio e gli italiani non vogliono.
Giù le mani dalla costituzione. Fino alla fine !
ALESSANDRO DI BATTISTA E LE SUE PAURE
Sapete perché appena ho tempo faccio incontri, banchetti o cene a casa di sconosciuti? Certamente perché mi piace e perché credo sia un mio dovere raccontare quello che succede in Parlamento, ma la motivazione più forte e' un'altra. E' la paura. Io non penso affatto di essere immune dalla corruzione, dall'arrivismo, dall'esibizionismo, dal berlusconismo in mezzo al quale siamo nati (Gaber diceva “non temo Berlusconi in se, temo il Berlusconi in me”). Noi parlamentari del 5 stelle non veniamo mica da Marte, siamo cresciuti in quest'Italia, per carità, l'Italia di Falcone e di Borsellino ma anche l'Italia delle Tv commerciali, di “uomini e donne”, dei trenini di Buona Domenica, del “meglio essere furbi che bravi”; l'Italia della “carriera prima di tutto”, dell'egoismo, del narcisismo, del “non so cosa voglio fare da grande ma basta che sarò famoso”, dell'Italia del “che ti frega di tornare a ridargli il resto, e' lei che si e' sbagliata a darti di più”. Di errori ne abbiamo fatti molti in Parlamento, errori gravi ed errori meno gravi ma credetemi non ne abbiamo fatti ancora di gravissimi. Non abbiamo rubato, non abbiamo dato retta ad una lobby, non abbiamo (forse qualcuno in realtà lo ha fatto) cambiato casacca per 30 denari. Io non sono affatto sicuro di me, per questo cerco di condividere più tempo possibile con i cittadini che stanno fuori da palazzi, perché loro hanno il timone. Loro molto più di me. Una grande rivoluzione del M5S (perfetto complemento alla democrazia diretta) e' il controllo popolare intorno al potere. Non pensate per un solo istante che noi siamo esenti dai vizi italici. Io pensavo di esserlo ma ho visto quanto il palazzo ti ammali con le sue volgari sirene. La più grande vittoria del M5S non e' fare qualcosa di giusto in Parlamento, questo, anche se molto raramente, lo hanno fatto anche i partiti. La nostra più grande vittoria ci sarà quando i parlamentari a 5 stelle sbaglieranno qualcosa e ad attenderli fuori da Montecitorio ci saranno migliaia di cittadini arrabbiati a gridare la loro indignazione e a obbligargli alla riparazione. Noi dipendenti del popolo in Parlamento siamo soltanto di passaggio (ce lo dovremmo mettere in testa tutti quanti), siamo “quelli famosi per un po'” ma non valiamo nemmeno una briciola in più di chi sta fuori. Al contrario affrontiamo quotidianamente delle tentazioni molto pericolose. Se ci abbandonate, se abbassate il controllo perché credete alla nostra incorruttibilità le chance di contaminarci aumenteranno considerevolmente. Siamo ripartiti, ci aspetteno mesi di grandi battaglie, battaglie toste. Tra queste la più complessa non e' quella contro il ladro di Arcore o contro l'ipocrisia della sinistra. La più difficile e' quella contro i nostri stessi vizi. Questa la si vince esclusivamente con il supporto da parte del popolo, con il suo controllo, con la sua partecipazione. Uno stato funziona quando le istituzioni temono i cittadini, non quando avviene il contrario. A riveder le stelle!
mercoledì 4 settembre 2013
Luigi Di Maio e il cimitero delle gomme a Scisciano Na.
Questa sera sono stato a Scisciano(NA) per l'ultimo incontro di questi 10 giorni. Prima di iniziare l'incontro in piazza, i ragazzi del MoVimento locale mi hanno portato al "Cimitero delle Gomme", un'area di oltre 20 mila metri quadrati dove da oltre 14 anni sono stoccati 12 mila metri cubi di gomme. Il sito si è incendiato più volte. Quelle gomme sono diventate rifiuti speciali.
Siamo nell'area denominata "triangolo della morte", dove il tasso tumorale è tra i più alti in Italia. Ci vorranno 50 anni per bonificarla se iniziamo oggi. Per questo dobbiamo mandarli tutti a casa e iniziare... Chiederò un incontro al prefetto Cafagna per sollecitare la bonifica del sito e avviare un percorso di controllo dei fondi con i nostri attivisti. Il 30 Luglio ho presentato un'interrogazione al Ministro Orlando (qui il linkhttp://goo.gl/BXqOU3) |
Il gioco d’azzardo in Italia sta toccando cifre assurde. Bisogna fermare questo fenomeno ai danni dei cittadini e dello Stato
Il gioco d’azzardo è diventato un problema per tutto il Paese dato che:
Non è un gioco, ma un comportamento rischioso per la salute. I giocatori in Italia sono circa 15 milioni, di cui 1.250.000 sono ragazzi tra i 15 e i 19 anni.
Le stime più restrittive calcolano in 800.000 i giocatori patologici e in 2 milioni i giocatori problematici. Gli adolescenti tra i 15 e i 19 anni, con profili di gioco problematico o patologico, secondo le recenti indagini pubblicate dal Dipartimento delle politiche antidroga, sono il 7,2 per cento, cioè circa 200.000. Il gioco sarebbe vietato ai minorenni. Hanno un sistema emotivo in fase di sviluppo e un minore controllo degli impulsi. Sono dunque più vulnerabili e vanno protetti. La varietà, la disponibilità e l’accessibilità dei giochi, invece, facilitano l’insorgenza della patologia, come pure la pubblicità, specialmente quella ingannevole, e, ancora, il breve tempo di latenza tra la giocata e il suo esito, che nelle slot machine è di qualche secondo appena.
Il gioco d’azzardo patologico è molto simile alla dipendenza da droghe. Il desiderio irresistibile porta a trascurare il lavoro, gli affetti, la famiglia, i figli, a commettere reati o a restarne vittima, come nel caso dell’usura. Il Sistema sanitario nazionale non ha ancora istituito programmi di prevenzione e cura. Si è previsto l’inserimento nei Livelli essenziali di assistenza, ma non ci sono coperture economiche, dunque in Conferenza unificata Stato-Regioni non si è dato seguito ai proclami.
Contrariamente a quanto si va dicendo, lo Stato subisce, come dimostrerò, una perdita netta da questo mercato. Su 88,5 miliardi di fatturato allo Stato vanno 8 miliardi. Ciò equivale ad una tassazione media del 9 %. La sola IVA per le nostre imprese è invece attualmente al 21%. Una disparità inaccettabile. Un favore troppo eclatante per non risultare sospetto. Questo fatturato deriva per il 56% da slot machine e videolottery, che pochi anni fa non esistevano, e buona parte del mercato è in mano a multinazionali residenti in paradisi fiscali. Si tratta dunque di risorse sottratte ai consumi interni. A risentirne è la famiglia del giocatore, che a volte priva perfino i figli del sostentamento. Ma le conseguenze negative le subiscono anche le imprese italiane e l’occupazione, che perde 120.000 posti di lavoro, anche se verosimilmente sono molti di più. Lo Stato da parte sua perde, per mancati consumi, circa 3,8 miliardi di entrate IVA.
L’attrazione per il gioco causa poi assenteismo. È correlata a patologie da stress, a problemi psicologici anche gravi (ansia, depressioni, idee suicidarie) e a dipendenza da alcol e droghe. I giocatori patologici richiedono dunque più assistenza ambulatoriale e ricoveri. Hanno maggiori assenze per malattia. Denotano minore produttività sui luoghi di lavoro e, spesso, lo perdono, il lavoro. Dunque le famiglie necessitano di assistenza sociale. Consideriamo poi i danni derivanti da furti, truffe, usura e i costi dello Stato per il contrasto ai fenomeni criminosi.
In base ad uno studio dell’Università di Neuchâtel, i costi sociali e sanitari per l’Italia ammonterebbero a circa 6 miliardi. Dunque l’Italia ricava 8 miliardi l’anno, ma le entrate per l’Erario sono in calo, mentre subisce perdite per 10 miliardi e le patologie sono in aumento. A chi conviene questo mercato?
Il mercato illegale vale 10 miliardi. Almeno 42 cosche, qualcuno dice 50, a seconda dei conteggi, probabilmente sono di più, sono state indagate da dieci procure per gli interessi anche nel mercato legale, che vale 88,5 miliardi nel 2012 e viene utilizzato come lavanderia per riciclare capitali sporchi, poiché i flussi di denaro non vengono adeguatamente monitorati. Nemmeno il divieto del gioco per minorenni viene fatto rispettare.
La Commissione parlamentare antimafia nella scorsa legislatura ha denunciato i gravi fenomeni di illegalità legati al settore: usura, estorsioni, riciclaggio di denaro, truffe, elusione e evasione. Grosse responsabilità ha la politica, che, a partire dal 1997, da destra a sinistra, ha di fatto rovesciato la normativa: ciò che prima per legge era vietato con poche eccezioni è diventato usuale. L’eccezione ha ucciso la norma.
Quali misure devono essere adottate? In primis attribuire maggiori poteri ai sindaci per regolare la diffusione dei locali e la loro attività. La normativa attribuisce questa responsabilità alla materia “ordine pubblico e sicurezza“, estromettendo i sindaci dai compiti di tutela della salute pubblica.
Istituire un registro nazionale per le persone che per proteggersi chiedono volontariamente di essere escluse dall’accesso ai giochi, come già avviene nei casinò, ed introdurre sistemi di accertamento dell’identità anche a tutela dei minori.
Come avviene per sigarette e tabacchi, vietare totalmente la pubblicità del gioco d’azzardo, diretta ed indiretta, in ogni spazio pubblicitario, comprese le sponsorizzazioni sportive e di altra natura. In relazione a ciò istituire un efficace sistema sanzionatorio a carico dei trasgressori.
Il decreto-legge n. 158 del 2012 impone che sugli apparecchi elettronici e negli spazi adibiti al gioco d’azzardo siano visibili avvertenze sui rischi. Deve essere tuttavia spiegato e specificato cosa s’intenda per «ben visibili» in modo oggettivo e non interpretabile. Il medesimo decreto prevede che le probabilità di vincita reali siano indicate in modo evidente; bisogna spiegare anche in questo caso cosa significa «evidente» e le vincite, il cui ammontare sia pressoché pari alla giocata, non devono essere considerate nel computo. Se metto cioè un euro e ricevo un euro, dove è la vincita? Il giocatore ha però una falsa sensazione di gratificazione che lo incentiva al gioco. Con questo sistema inoltre la probabilità di vincita viene artificialmente gonfiata.
È necessario allineare ed uniformare la tassazione sui diversi giochi, innalzandola già a partire dall’anno in corso. Le maggiori entrate devono essere destinate al finanziamento di programmi di prevenzione, cura e ricerca e dare, quindi, piena applicazione al decreto-legge n. 158 del 2012.
Ritengo inoltre importante che si finanzi, di concerto con le associazioni promotrici della campagna nazionale contro i rischi da gioco d’azzardo «Mettiamoci in gioco», uno studio che determini quanto costerebbe e quali benefici potremmo trarre dal ritorno alla situazione normativa antecedente al 1997, quando non avevamo slot machine e vivevamo meglio, definendo un eventuale piano di uscita.
Implementare inoltre l’articolo 88 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, concernente la disciplina delle concessioni e delle licenze in materia di giochi e scommesse, nel senso proposto nella relazione della Commissione parlamentare antimafia approvata in data 17 novembre 2010.
Incrementare le sanzioni penali ed amministrative per coloro che esercitano, anche a distanza, in qualunque modo, attività di scommesse in mancanza di autorizzazione o licenza.
Assicurare la piena tracciabilità dei flussi finanziari nel gioco d’azzardo su tutto il territorio nazionale per prevenire infiltrazioni criminali e riciclaggio di denaro di provenienza illecita.
Infine, promuovere nel corso dell’esame parlamentare del cosiddetto decreto IMU la soppressione dell’articolo 14, attivando le procedure necessarie per esigere integralmente le somme dovute dalle imprese operanti nel settore del gioco d’azzardo multate per elusione ed evasione fiscale. Rimuoverealtresì immediatamente da ruoli di responsabilità e di discrezionalità i funzionari dello Stato coinvolti a vario titolo in questa scandalosa vicenda giudiziaria.
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Dissesto idrogeologico: PD e PDL votano contro se stessi
PAGLIACCI !!!!!!!!! HANNO PAURA E NON VOTANO NEANCHE LE LORO MOZIONI SE IL M5S E DACCORDO
Pubblicato in data 04/set/2013
Siamo alla commedia dell'assurdo. Pd, Pdl, Scelta Civica hanno votato contro la mozione del Movimento 5 Stelle sul dissesto idrogeologico. E' accaduto nonostante il Governo avesse dato parere favorevole alle nostre proposte a condizione di riformulare alcuni punti. Richiesta che era stata accettata dal Movimento 5 Stelle. Risultato ? Solo 67 voti a favore della mozione a 5 stelle che prevedeva misure concrete sulla prevenzione e priorità ad interventi di tutela del territorio invece che nuove ed inutili infrastrutture. La stragrande maggioranza di parlamentari di Pd, Pdl, Scelta Civica pur di non votare la nostra mozione è andata contro il parere del loro governo! Questo voto dimostra ancora una volta di più come sia impossibile allearsi con i partiti.
Luigi Di Maio;Se non saremo pronti, il 51% non servirà a nulla.
Sono in treno e sto andando a Scisciano (ultimo degli incontri in programma nella Provincia di Napoli). Ci vediamo in Piazzetta San Martino alle 18:00, per rispondere alle domande dei cittadini.
Saranno state oltre 1500 le persone che ho incontrato in questi ultimi 10 giorni prima che ricomincino i lavori dell'Aula. Tutte le istanze raccolte diventeranno atti parlamentari, stiamo portando i cittadini in Parlamento, ci stiamo abituando a partecipare sempre di più. Dobbiamo tornare ad essere una comunità che difende il bene comune oltre i propri interessi. Se non saremo pronti, il 51% non servirà a nulla. |
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