E' passato circa un mese da quando sono stato in visita ufficiale al Comando Generale della Guardia Costiera Italiana.
L'ammiraglio Felicio Angrisano mi parlò della loro preoccupazione per la situazione degli sbarchi a Lampedusa (che stavano appena iniziando). Durante la visita ebbi modo di conoscere il numero troppo esiguo di mezzi in dotazione agli 11.000 uomini del corpo (che pattugliano gli oltre 7500 km di costa italiana!). Chiesi all'ammiraglio ed altri membri del Corpo quale poteva essere il modo migliore per gestire i flussi di migranti evitando tragedie in mare.
Loro mi risposero: "aprendoci". "Dobbiamo prevenire le tragedie, rafforzando o creando da zero la Guardia Costiera dei Paesi del Nord Africa, dobbiamo contribuire a fornirgli mezzi, cercare di istruirli nel pattugliamento delle Coste e nei salvataggi in mare.
L'unica soluzione è aprirci agli altri per prevenire le tragedie. La cooperazione nel Mediterraneo è la chiave di tutto."
Queste parole avevano un senso ben preciso: molto spesso le nostre imbarcazioni veloci della Guardia Costiera arrivano anche in prossimità delle coste libiche per eseguire salvataggi. Proprio perché una volta che i barconi della speranza hanno lanciato il "mayday", dalle Coste libiche o nord-africane in genere non hanno mezzi per intervenire.
Un grazie a questo glorioso corpo che ogni giorno rischia la propria vita per salvare quella di altri.
E' passato circa un mese da quando sono stato in visita ufficiale al Comando Generale della Guardia Costiera Italiana.
L'ammiraglio Felicio Angrisano mi parlò della loro preoccupazione per la situazione degli sbarchi a Lampedusa (che stavano appena iniziando). Durante la visita ebbi modo di conoscere il numero troppo esiguo di mezzi in dotazione agli 11.000 uomini del corpo (che pattugliano gli oltre 7500 km di costa italiana!). Chiesi all'ammiraglio ed altri membri del Corpo quale poteva essere il modo migliore per gestire i flussi di migranti evitando tragedie in mare.
Loro mi risposero: "aprendoci". "Dobbiamo prevenire le tragedie, rafforzando o creando da zero la Guardia Costiera dei Paesi del Nord Africa, dobbiamo contribuire a fornirgli mezzi, cercare di istruirli nel pattugliamento delle Coste e nei salvataggi in mare.
L'unica soluzione è aprirci agli altri per prevenire le tragedie. La cooperazione nel Mediterraneo è la chiave di tutto."
Queste parole avevano un senso ben preciso: molto spesso le nostre imbarcazioni veloci della Guardia Costiera arrivano anche in prossimità delle coste libiche per eseguire salvataggi. Proprio perché una volta che i barconi della speranza hanno lanciato il "mayday", dalle Coste libiche o nord-africane in genere non hanno mezzi per intervenire.
Un grazie a questo glorioso corpo che ogni giorno rischia la propria vita per salvare quella di altri.
L'ammiraglio Felicio Angrisano mi parlò della loro preoccupazione per la situazione degli sbarchi a Lampedusa (che stavano appena iniziando). Durante la visita ebbi modo di conoscere il numero troppo esiguo di mezzi in dotazione agli 11.000 uomini del corpo (che pattugliano gli oltre 7500 km di costa italiana!). Chiesi all'ammiraglio ed altri membri del Corpo quale poteva essere il modo migliore per gestire i flussi di migranti evitando tragedie in mare.
Loro mi risposero: "aprendoci". "Dobbiamo prevenire le tragedie, rafforzando o creando da zero la Guardia Costiera dei Paesi del Nord Africa, dobbiamo contribuire a fornirgli mezzi, cercare di istruirli nel pattugliamento delle Coste e nei salvataggi in mare.
L'unica soluzione è aprirci agli altri per prevenire le tragedie. La cooperazione nel Mediterraneo è la chiave di tutto."
Queste parole avevano un senso ben preciso: molto spesso le nostre imbarcazioni veloci della Guardia Costiera arrivano anche in prossimità delle coste libiche per eseguire salvataggi. Proprio perché una volta che i barconi della speranza hanno lanciato il "mayday", dalle Coste libiche o nord-africane in genere non hanno mezzi per intervenire.
Un grazie a questo glorioso corpo che ogni giorno rischia la propria vita per salvare quella di altri.

