IL PD A COMINCIATO A SPARIRE SUBITO DOPO LA MORTE DEL GRANDE BERLINGUER ED E SPARITO DEL TUTTO QUANDO BERLUSCONI HA PRESO POSSESSO DI TUTTO IL GOVERNO , VISTO IL MALCONTENTO DOPO L'ENTRATA DEL M5S LO HANNO OBBLIGATO A DIMETTERSI , IL PD DI RENZI LO HA RICHIAMATO , PIU' DI DESTRA DI RENZI NON C'E' NESSUNO , LA SINISTRA NON ESISTE PIU' E L'UNICO PARTITO DI SINISTRA E' E RIMARRA' IL M5S DI CONTE , SOLO LUI FA' LE COSE CHE FACEVA BERLINGUER
giovedì 1 settembre 2022
martedì 30 agosto 2022
POVERI NOI SE DOVESSE VINCERE LEI
Mai più green pass e obbligo vaccinale. E stop al reddito di cittadinanza: il programma di FdI

Baby gang, denunciati 21 minorenni: "Così seminavano il terrore a Modena"
Modena, 30 agosto 2022 - Per mesi hanno seminato il terrore in città. Ma le forze dell’ordine, sempre attente hanno ricostruito passo dopo ogni singola grave azione commessa dal gruppo di ragazzini. La squadra mobile, coordinata dal dirigente Mario Paternoster ha chiuso le indagini sui noti gruppi Daisan 216 e Sooz. Parliamo di baby gang ormai note in città.Baby gang si filma nell’auto dei carabinieri: offese in diretta social - Modena, pestaggio di gruppo fuori dal locale: ragazzo finisce all’ospedale
Al termine di articolata attività d’indagine coordinata dalla Procura dei minori di Bologna e condotta appunto dalla Mobile di Modena, sono stati identificati e denunciati a vario titolo diversi ragazzi e ragazze minorenni, facenti parte di aggregazioni giovanili violente locali, che si sono resi responsabili di più ipotesi di reato, a partire dallo scorso febbraio. Le attività d’indagine incardinate presso la Procura per i Minorenni di Bologna, ad oggi, hanno permesso di istruire 5 diversi procedimenti penali.
Il primo evento risale a sabato 5 febbraio scorso, quando i membri della baby gang 'Daisan 216' e 'Sooz' hanno dato vita ad una rissa in cui un minore ha riportato lesioni per sei giorni. Ai 12 minori coinvolti e indagati sono stati contestati a vario titolo i reati di rissa, minacce e lesioni.
Il giorno seguente, domenica 6 febbraio, nel pomeriggio, una ragazza del gruppo 'Daisan 216' già presente il giorno prima alla rissa in stazione, nel rincontrare casualmente altre coetanee del gruppo opposto, iniziava con alcune sue amiche a rincorrerle e a minacciarle, costringendole a trovare riparo in un negozio.
Ma gli episodi che hanno visto coinvolti i ragazzini sono diversi. In una indagine svolta da polizia e carabinieri è emerso come cinque minori, di cui 4 appartenenti al gruppo “Daisan 216” ed uno al gruppo “Sooz” avessero messo a segno un colpo in una scuola. Ma ci sono anche risse tra giovanissime postate sui social, pestaggi, furti su auto.
In tutto sono scattate 34 denunce nei confronti di 21 tra ragazzi e ragazze minorenni (7 italiani e 14 stranieri) . Gli autori sono tutti minori, che si collocano in un range medio di età che va dai 14 ai 17 anni, ed in alcuni casi è stata riscontrata la presenza anche di minori infra14enni. Fondamentale nell’ indagine la collaborazione dei genitori dei minori
Reggio Emilia, arriva anche la truffa telefonica del Covid: un’anziana la sventa
30 agosto 2022 Alessio Fontanesi
La vittima, 81 anni, si è sentita dire che la nipote era in fin di vita e che doveva dare quanti più gioielli poteva per pagare un’iniezione che arrivava dalla Svizzera in grado di salvare la vita alla ragazza. Una chiamata al figlio le ha permesso di non cadere nel raggiro
REGGIO EMILIA – Dopo quella del finto carabiniere, aiutato da un finto avvocato, ora i malviventi provano a far cadere nella loro rete gli anziani con una nuova truffa, quella del Covid.
In questi giorni il centralino della questura sta ricevendo tante chiamate di vittime di raggiri o di tentati tali, come quello messo in piedi questa mattina, poco prima delle 13, ai danni di una donna di 81 anni. Chiamata sul telefono fisso, la vittima si è sentita dire da una voce di donna che recitava i panni della nipote che la stessa aveva preso una rara forma di Covid e che era in fin di vita. Inoltre, figlio e nuora erano già andati a fare il tampone per accertarsi di non averla contratta. Poi, al telefono è giunto un uomo che, spacciandosi per medico, con accento straniero ha detto alla vittima che servivano 25mila euro per fare arrivare dalla Svizzera un’iniezione in grado di salvare la vita alla ragazza.
La vittima ha ovviamente risposto che non disponeva di quella cifra e, a quel punto, il malfattore le ha detto di riempire una borsa con quanti più gioielli e oro possedesse. Per sua fortuna, l’81enne ha chiamato il figlio sul cellulare, appurando che in realtà nulla di quello che gli sconosciuti le avevano raccontato fino a quel momento corrispondeva a verità. A quel punto, vistisi scoperti, al telefono fisso hanno riagganciato. Immediatamente, è partita la denuncia alla polizia.
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